>Se n’era parlato già da qualche tempo. La possibilità di importare il baratto amministrativo anche a San Gavino, così come discusso da tanti consigli comunali della Sardegna, era stata ventilata dalla mozione presentata dalla minoranza nello scorso maggio. In breve, il baratto amministrativo è una possibilità di svolgere lavori socialmente utili per quei cittadini che si trovano in difficoltà economiche e non riescono a pagare le imposte comunali o a saldare i propri debiti. Un’opportunità prevista anche dall’art. 24 della legge 164/2014. Nel mese di gennaio un’interrogazione presentata dal gruppo Progetto Comune e sottoscritta da tutti i componenti della minoranza nel consiglio comunale sangavinese chiedeva: «A che punto è la redazione del Regolamento comunale che introduca, per il comune di San Gavino Monreale, la possibilità del “baratto amministrativo” e che definisca i criteri per poterne usufruire. E quali sono i tempi per la sua entrata in regime». Ha risposto, nel consiglio comunale del 3 marzo, l’assessore ai servizi sociali Bebo Casu: «Tutti abbiamo votato per il baratto ma, entrando nel merito, per la sua applicazione ci sono state delle problematiche. È necessario mettere in bilancio le voci di spesa e di entrata, ma non è semplice. La cifra per ora preventivata è di 12 mila euro, ma questa voce deve contenere tutta una serie di altre voci legali e tecniche, che non possono gravare su tutti, per consentire al contribuente di barattare questo tributo. L’operazione sarebbe comoda su persone meno abbienti che non devono pagare grandi cifre, non può comunque essere retroattiva. Occorre prevedere una serie di misure per ammortizzare i costi che deve affrontare l’amministrazione. La precondizione è approvare il bilancio, quindi il regolamento e successivamente consentire il baratto non a chi ha alti redditi ed evade per volontà propria, ma a chi è in condizioni di difficoltà reali. Ci avvarremo di una convenzione sulla falsariga di quelle attive con i tribunali». Lorenzo Argiolas
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