La Regione al Governo nazionale: ”i 285 milioni ce li dovete restituire”


La Regione è pronta a procedere con una ingiunzione di pagamento nei confronti del Governo e a chiedere la nomina di un commissario ad acta per avere giustizia nella questione accantonamenti. Sono queste le due strade che la Giunta regionale sta valutando di percorrere se entro il 31 gennaio il Governo, come gli impone con estrema chiarezza l’ultima sentenza della Corte Costituzionale, non restituirà i 285 milioni versati e non dovuti dalla Sardegna per il 2018 e non si impegnerà a raggiungere una nuova intesa sulla finanza pubblica. Per il momento, nessuna risposta è arrivata alla lettera con cui il presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’indomani della sentenza, chiede al premier Conte di applicarla immediatamente. Nel testo inviato una settimana fa anche ai ministri dell’Economia Tria e degli Affari Regionali Stefàni, al sottosegretario della Presidenza Giorgetti e al viceministro dell’Economia Garavaglia - il presidente Pigliaru scrive che, in caso di mancate risposte, la Regione “si riserva ogni opportuna azione per il soddisfacimento dei suoi diritti e la tutela delle sue attribuzioni”. “Con assoluta chiarezza - scrive il Presidente Pigliaru nella lettera al Governo -  la Consulta ha stabilito che il legittimo ordine dei rapporti economico-finanziari tra lo Stato e la Regione deve essere ripristinato ‘nella sostanza e non solo nella formale petizione di princìpio’, dando attuazione alla ‘sentenza n. 77 del 2015’ e in considerazione ‘del ritardo dello sviluppo economico dovuto all’insularità e dell’evoluzione dei complessivi rapporti finanziari tra Stato e Regione”. Dunque, in attesa di una nuova intesa, lo Stato deve assicurare ‘per il triennio 2018-2020 un tempestivo, ragionevole e proporzionato contributo’. La richiesta, quindi, è l’immediata esecuzione della sentenza, “con la conseguente restituzione dei  relativi accantonamenti fino ad ora applicati, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla Corte stessa al fine della rimodulazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione. “In difetto di sollecito adempimento – conclude Francesco Pigliaru -, la Regione si riserva ogni opportuna azione per il soddisfacimento dei suoi diritti e la tutela delle sue attribuzioni”.

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