Il libro si incentra su un fatto delittuoso accaduto anni fa, trattato dall'autore tramite un'attenta ricerca tra i documenti originali del caso e le visite ai luoghi in cui si è svolta la vicenda. Il 9 febbraio del 1948, il giovane carabiniere Giulio Speranza venne ucciso con il capo delle guardie della miniera Vincenzo Caddeo, durante una rapina nel palazzo della direzione della miniera di Ingurtosu, dove un gruppo di malviventi armati voleva appropriarsi dei diciotto milioni di lire destinati alle paghe degli operai. Giulio Speranza, arrivato da un piccolo paese del Veneto, era stato assegnato in prima destinazione alla regione Sardegna, dapprima alla stazione di Gergei e, successivamente, alla stazione di Ingurtosu, all'epoca sotto la compagnia di Iglesias, dove prestò servizio per circa un mese prima di essere ucciso il 9 febbraio 1948.
Contrariamente a oggi, Ingurtosu contava circa 5.000 abitanti ed era, grazie all'attività delle miniere, il maggior centro produttivo in Sardegna, assieme a Montevecchio. Quella notte, in seguito a una chiamata secondo cui, ipoteticamente, dei ragazzi stavano facendo esplodere dei petardi, il carabiniere Speranza si era recato prontamente sul luogo della segnalazione, scoprendo la rapina in atto: lì, venne ferito dai rapinatori per poi morire in ospedale, a soli ventidue anni.
Durante la presentazione del libro, è intervenuto anche Salvatore Manno, docente di materie letterarie, che ha richiamato l'attenzione sull'importanza di far luce sulla vicenda drammatica avvenuta ormai più di sessant'anni fa, e Mario Ziulu, brigadiere capo dei carabinieri, che ha aiutato Passalacqua nella ricostruzione storica dell'avvenimento e ha commentato alcuni episodi di banditismo della Sardegna. Partendo dal fatto reale, Gianluca Passalacqua ha redatto un romanzo utilizzando i documenti dell'archivio storico e analizzandoli con attenzione, confrontando le varie informazioni a disposizione ed esplorando i profili psicologici dei personaggi della vicenda. Come ha spiegato l'autore, l'idea di scrivere il libro è nata, oltre dal desiderio di ricordare il giovane collega, dal fatto che il carabiniere Speranza rappresenti un esempio da seguire, un carabiniere caduto nel rispetto estremo del suo giuramento. Attraverso una descrizione dettagliata e la riproduzione degli eventi, il romanzo racconta non solo l'aggressione al palazzo, ma anche le conseguenti indagini compiute dall'Arma dei Carabinieri, che hanno assicurato i malviventi alla giustizia. Elementi messi in particolar rilievo dall'autore sono l'abilità del maresciallo incaricato delle indagini e il funzionamento della scala gerarchica che caratterizza l'Arma dei Carabinieri, organizzazione incentrata sulla tempestività e la comunicazione, elementi di vitale importanza per la risoluzione di un caso.
Silvia Pintus
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