Come un dejavù la situazione si ripresenta, la Pro Loco è a rischio. Le dimissioni del presidente, Italo Corongiu, non sono un fulmine a ciel sereno sono le stesse di quasi un anno fa, l’allora neosindaco aveva lanciato l’appello “salviamo la Pro Loco” e le parole di Leo Talloru tornano ora attuali. La Pro Loco non è solo Santa Vitalia Il problema sembrava risolto, Corongiu riprese il suo posto, la festa si svolse, i soci superarono le 100 unità e nei social si parlò di Pro Loco e di Santa Vitalia. Tutto ciò ha solo posticipato l’inevitabile, Italo Corongiu non sarà più il presidente, dimissionario dopo anni, e se nessuno si candiderà l’associazione smetterà di esistere. Con lei cesseranno anche i contributi regionali, essenziali per la festa di Santa Vitalia ma anche per molte manifestazioni organizzate da altri gruppi, un esempio è il carnevale svoltosi la settimana scorsa. La ProLoco da sempre ha organizzato la festa della compatrona del paese, anche perché è nata dallo stesso comitato che se ne occupava in origine. Un incontro per fare il punto Intanto il comune e la parrocchia si stanno muovendo per cercare di sensibilizzare e già lo scorso giovedì 27 febbraio si sono riunite una quarantina di persone per fare il punto. In quell’incontro il parroco don
Alberto Peddis ha reso noto l’anno particolare che attende i serrentesi: i 1900 anni dal martirio della Santa. Don Peddis ha annunciato che il programma religioso sarà corposo e curato. Poi hanno preso la parola il sindaco, Leo Talloru, e il presidente uscente che senza troppi mezzi termini ha affermato: “Serrenti deve decidere se vuole la ProLoco oppure no”. Parole dure ma significative.
L’organizzazione della festa avrà gli stessi oneri a prescindere da un nuovo consiglio di amministrazione, la differenza starà nel fatto che i 1900 anni dal martirio della Santa saranno affrontati con ben altri budget rispetto alle abitudini.
Varie ipotesi mirano a soluzioni, alcune discusse nella riunione. La più apprezzata consiste nel separare la ProLoco dalla festa e darle il compito che le spetta, ovvero fornire supporto alle associazioni del territorio per l’organizzazione di manifestazioni di vario genere. L’organizzazione della festa di Santa Vitalia sarebbe lasciata a un comitato, dinamico, in modo da rinnovarsi ogni anno, come già accade per San Giacomo, gestito da una “classe” del paese, tecnica già adottata in altre realtà.
Il tempo stringe
Siamo a marzo e ottobre sembra lontano, per la festa c’è tempo. Le candidature invece scadono il 6 marzo. La Pro Loco di Serrenti, dopo 30 anni di attività forse è arrivata al capolinea. “Forse Serrenti ha bisogno che la Pro Loco venga sciolta, spesso ci si accorge delle cose che si posseggono solo una volta averle perse” – aveva concluso così, lasciando la parola al pubblico, il presidente Italo Corongiu alla riunione dei giorni scorsi.
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