La giornata della Memoria: storia di un deportato guspinese


Nella ricorrenza della Giornata della memoria il nostro pensiero va ai milioni di vittime dell’olocausto, dei deportati nei campi di concentramento. Anche la Sardegna ha  pagato un presso molto alto, si parla di 12.000 deportati e 250 caduti. [caption id="attachment_31452" align="alignleft" width="250"] Francesco Pinna[/caption] Anche Guspini ha avuto i suoi deportati e fra questi Francesco Pinna, classe 1918, deceduto nel 2000 all’età di 82 anni. Prima dell’otto settembre 1943, si trovava a Larissa in Grecia, con il suo quarto squadrone dei Lanceri di Milano. Per sfuggire al rastrellamento da parte dei tedeschi, con il permesso dei superiori, il 10 settembre  riuscì a raggiungere l’Italia con alcuni commilitoni pur tra mille difficoltà. Risalendo la penisola si fermò con questi compagni a Madregolo, piccola frazione del Comune di Collecchio in provincia di Parma, dove trovò ospitalità presso la famiglia Pinazzi, prima che venisse catturato dalle brigate nere a seguito di una spiata e consegnato ai tedeschi che lo deportarono. Nel gennaio 1944 fu internato nel campo di concentramento di KaiserStembruck e dopo 15 giorni trasferito al campo di concentramento di Stenten (Germania) e impiegato in lavori di manovalanza. Il 13 aprile 1945 fu liberato dalle truppe americane,  come si legge sul foglio matricolare. Francesco Pinna ha vissuto la triste esperienza della deportazione ma ancora tante di queste storie devono essere scoperte e raccontate affinché non si debba mai dimenticare l’orrore provocato dal nazifascismo. Questa importante testimonianza contribuirà certamente a farci sentire più vicino il dramma dell’olocausto, della prigionia nei campi di concentramento generata dalla follia e dalle mire espansionistiche di alcuni personaggi che speriamo appartengano alla storia passata e auspichiamo non abbiamo mai più a ripetersi, per questo è fondamentale non dimenticare. Maurizio Onidi  

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