La Fondazione Dessì porta il cinema nell'Agrario di Villacidro


Progetto "Nuovi linguaggi per l’immaginario": il 5 e 6 novembre un laboratorio per la visione dei cortometraggi e la scrittura di un soggetto cinematografico
La Fondazione Dessì porta il cinema nell'Agrario di Villacidro

La Fondazione Giuseppe Dessì prosegue il suo impegno nelle scuole di Villacidro con nuove attività dedicate alla creatività e ai linguaggi artistici. Il 5 e 6 novembre, nell’ambito del progetto Nuovi linguaggi per l’immaginario, gli studenti della Scuola Agraria parteciperanno a un laboratorio di cinema coordinato dal regista Elio Turno Arthemalle.

L’iniziativa si articolerà in due mattinate, dalle 10 alle 12, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al linguaggio cinematografico, stimolando la capacità di osservare, interpretare e raccontare storie attraverso le immagini.

Il laboratorio rientra nel progetto Nuovi linguaggi per l’immaginario, di Fondazione Giuseppe Dessì, che propone percorsi formativi rivolti alle nuove generazioni nei campi della scrittura, del fumetto, del teatro, del giornalismo, dell’ambiente e degli altri linguaggi della comunicazione. Il progetto è realizzato con il contributo di Fondazione di Sardegna.

La prima giornata sarà dedicata alla visione di una selezione di cortometraggi tratti da Visioni Sarde, rassegna promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna e di Piccolo vuoto, il film breve, risultato del progetto La Voce dei Giovani: La Villacidro che vorrei, promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì con Giffoni Innovation Hub. L'opera è stata presentata a Venezia, nell'ambito di Giffoni Hub – Venezia 26, dopo l'anteprima al Giffoni Film Festival. Al termine delle proiezioni, gli studenti potranno confrontarsi sui soggetti delle opere e approfondire alcuni aspetti della tecnica di montaggio.

Il secondo appuntamento consisterà in un laboratorio attivo, dove i partecipanti saranno coinvolti nell’ideazione e nella scrittura collettiva di un soggetto cinematografico, sperimentando direttamente le fasi iniziali della costruzione di una storia.

«Ciascuno di noi - spiega Elio Turno Arthemalle, coordinatore del laboratorio - è entrato e uscito innumerevoli volte, anche senza accorgersene, in e da innumerevoli storie. La nostra stessa vita è un groviglio di storie che si intrecciano, si confrontano e talvolta si contraddicono tra loro. Ma è solo quando sappiamo individuare le singole tessere e disporle secondo un ordine, che il groviglio si dipana e una storia diventa raccontabile, in modo che anche una persona a noi sconosciuta vi si possa riconoscere. È ciò che cercheremo di fare insieme, intrecciando i fili di ciò che ciascuno conosce, immagina, teme o desidera».

Nella mattinata del 5 novembre sarà presentata una selezione di cortometraggi, in collaborazione con Visioni Sarde, iniziativa nata nel 2014 nell’ambito dello storico Festival Visioni Italiane della Cineteca di Bologna con l’obiettivo di raccontare la Sardegna attraverso il cinema, quest'anno supportata dall'assessorato al Lavoro della Regione Sardegna:

· True Love Waits (2024, 20’) di Simone Cicalò: Diego non riesce ad accettare che la moglie Lidia sia in coma dopo un incidente e continua a tormentarsi per il senso di colpa. Quando gli viene offerta una possibilità, rischiosa, di riportarla in vita, non esita ad accettare. Sospeso tra sogno e realtà, dovrà affrontare una decisione dalle conseguenze imprevedibili.

· Una faccia da cinema (2025, 15’) di Alberto Salvucci: Andrea e Gabriele, due quarantenni accomunati dalla passione per la recitazione e il videomaking, cercano di sbarcare il lunario come content creator, ma la loro carriera prende una svolta inattesa quando vengono coinvolti in un affare legato a un malavitoso di nome Bastiano. Una commedia che gioca con il mondo del cinema e della produzione video.

Seguirà la proiezione del cortometraggio Piccolo vuoto (2026, 15’40") di Elio Di Pace, scritto da Marta Esposito (con il coinvolgimento degli studenti del Liceo Piga di Villacidro): il cortometraggio racconta la storia di Davide, un ragazzo affetto da una forma di aritmia che divide le sue giornate tra la scuola, il sogno del calcio e il lavoro nell'azienda agricola di famiglia. Davide si affeziona a un agnellino nel quale riconosce le proprie fragilità. Una storia che affronta il tema della diversità e della debolezza, dando voce allo sguardo e alla sensibilità delle nuove generazioni.

Il prossimo appuntamento del progetto Nuovi Linguaggi per l’immaginario, previsto per fine novembre e inizio dicembre sarà Come le nuvole: laboratorio teatrale rivolto agli alunni delle scuole primarie di Villacidro, a cura di Silvestro Ziccardi, attore, regista e formatore di Cada Die Teatro.

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