La didattica che aumenta le distanze


di Anna Luisa Garau
  Il governo, con uno dei primi decreti emanati per contrastare il coronavirus, aveva stabilito la sospensione delle attività didattiche tradizionali nelle scuole di ogni ordine e grado, dando mandato ai dirigenti scolastici, sentito il collegio dei docenti, di adottare modalità di didattica a distanza per tutta la durata della sospensione delle attività in aula. Le scuole si sono quindi trovate nell'emergenza a dover ripensare completamente alla loro organizzazione interna e a sperimentare l’uso di nuovi strumenti e tecnologie poco o per nulla utilizzati in precedenza. Le famiglie si sono a loro volta ritrovate i figli in casa, con la necessità di andare molto oltre il loro ruolo tradizionale di educatori. Il tutto ha messo in luce due tipologie di problemi diversi ma connessi: l’adeguamento tecnologico e il supporto familiare al processo educativo. Il primo problema deriva dal cosiddetto dislivello digitale, cioè la differenza di dotazioni di strumenti informatici e connessione internet a seconda del contesto socio-economico delle famiglie e delle zone del paese. I dati sulle regioni italiane e delle province sarde hanno evidenziato una significativa disparità nella copertura della banda ultralunga. La connessione di alta qualità è risultata essere disponibile solo per l’1% delle famiglie in Ogliastra, contro il 44% delle famiglie residenti nella provincia di Cagliari. Si è pure verificata la totale assenza o insufficienza di strumenti informatici. In molte famiglie infatti con più figli in età scolare e la presenza in casa di un solo computer non ha dato la possibilità di seguire le lezioni scolastiche a tutti. Altro problema la disponibilità e capacità delle famiglie di fornire un effettivo supporto alla didattica a distanza. Anche nel caso in cui la connessione in rete non fosse un problema, i dati Invalsi per la Sardegna indicano una quota bassa di famiglie in grado di supportare i figli nel processo educativo. È probabile che con la lontananza dalla classe si smaglia anche il “senso di appartenenza” alla comunità scolastica, elemento che la letteratura considera importante per combattere i fenomeni di dispersione scolastica. È prioritario fornire agli studenti uguali opportunità nella partecipazione della didattica a distanza. Sarà inoltre importante valutare e comparare l’efficacia delle varie modalità didattiche per capire se e come adattare l’offerta formativa futura ai molteplici bisogni della comunità scolastica e, soprattutto, per supportare in modo più adeguato gli studenti più fragili. L’efficacia del supporto familiare dipende anche dal livello di istruzione dei diversi componenti della famiglia. Infatti, un supporto competente e attento può essere fondamentale per rafforzare il lavoro svolto dagli insegnanti, in particolar modo in questo momento in cui anche i docenti hanno sperimentato forme di didattica mai utilizzate prima. Risulta, quindi, prioritario fornire agli studenti uguali opportunità per la fruizione della didattica a distanza. Sarà necessario in futuro valutare e comparare l’efficacia delle varie modalità didattiche per capire se e come adattare l’offerta formativa futura ai molteplici bisogni della comunità scolastica. Colmare il divario di risorse degli studenti e delle famiglie e di mantenere “vivo” il senso di appartenenza alla scuola, per combattere il rischio di isolamento che potrebbero sfociare nell'abbandono scolastico. Un supporto migliore per tutti gli studenti, in particolar modo per quelli più fragili che più di altri sono stati penalizzati dalla didattica a distanza, affinché in nessun caso la scuola, intesa come attività organizzata e metodica per l'insegnamento, non debba mai permettere che uno svantaggio dello studente si trasformi in un insuccesso.

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