La denuncia del sindacalista Gianni Spiga: “Alla stazione ferroviaria disagi infiniti per la chiusura della biglietteria”


È chiusa ormai da mesi la biglietteria della stazione ferroviaria di San Gavino. I disagi per gli oltre 1200 pendolari che ogni giorno prendono i treni diretti a Cagliari o verso Oristano sono pesantissimi perché il biglietto si può fare unicamente nelle macchinette automatiche il cui utilizzo risulta molto complicato soprattutto per le persone anziane mentre non si contano le code nelle ore di punta.  In più l’unico punto vendita dei biglietti si trova nella cartoleria di via Dante che risulta troppo distante dalla stazione ferroviaria per chi è sprovvisto del biglietto o dell’abbonamento. Questa situazione è stata denunciata a più riprese dai sindacati ma fino ad oggi le proteste sono rimaste inascoltate: «Siamo di fronte ad un’assurdità - rimarca Gianni Spiga della Flc Cgil - e nessuno si è finora adoperato per risolvere il problema. I disagi sono tantissimi soprattutto per gli studenti che frequentano le scuole superiori del paese e dei centri circostanti. Il fatto più grave è che il contratto da 42 milioni di euro firmato da Regione e Trenitalia prevede che la biglietteria di San Gavino sia aperta con un operatore. I treni sono diventati un fantasma a Sanluri Stato perché non si fermano più e gli studenti pendolari sono costretti a prendere prima un autobus per Samassi e poi a proseguire in treno verso San Gavino quando sarebbe sufficiente ripristinare la fermata dal momento che i lavori per la realizzazione del doppio binario fino a Decimomannu sono costati 215 milioni di euro». Le uniche informazioni di Trenitalia sono affidate ad una locandina affissa sulla vetrata della biglietteria: «Si avvisa la clientela che la biglietteria rimarrà chiusa fino al nuovo avviso». Di qui l’invito ad acquistare i biglietti di viaggio in anticipo, o sul sito di Trenitalia o nei punti vendita presenti. E i disagi si fanno sentire soprattutto la mattina nelle ore di punta perché si formano lunghe file alla macchinetta automatica e spesso i pendolari perdono il treno e sono costretti a prendere il convoglio successivo. Gian Luigi Pittau

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