La denuncia dei sindacati: “Liste d’attesa infinite e in ospedale mancano medici e infermieri”


Per una visita medica specialistica bisogna aspettare anche due anni mentre essere operati di cataratta non è più possibile da oltre 14 mesi. Mancano medici, operatori socio-sanitari, tecnici e  infermieri nell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino e molti servizi, come la risonanza magnetica, sono fermi o funzionano male per la carenza di personale. È questa la denuncia fatta da Cgil, Cisl e Uil del Medio Campidano che da tempo chiedono risposte alla Assl di Sanluri. «La situazione», denunciano Loredana Zuddas segretaria territoriale della Fp Cisl, Ercole Colombo segretario territoriale della Fp Cgil, Mario Sollai segretario territoriale della Uil, «è insostenibile, in ospedale in particolare, la non adeguatezza del numero del personale, spesso, mette in discussione la stessa organizzazione dei turni di servizio. Infatti, è talmente esiguo che basta assentarsi per congedo o ferie per far saltare i turni programmati. Carenza che risulta ancora più grave in altre strutture e per alcune figure professionali». [caption id="attachment_31054" align="alignleft" width="500"] Ospedale di San gavino. Reparto di oncologia (foto Fernanda Pinna)[/caption] Nei reparti dell'ospedale di San Gavino, le conseguenze sul livello e la qualità dei servizi a causa della inadeguatezza del personale medico, infermieristico e degli operatori socio sanitari sono diventate allarmanti, tanto che si rischia di mettere in pericolo i livelli di assistenza sanitaria e la stessa organizzazione interna dei processi lavorativi. Il personale è giornalmente costretto a ritmi di lavoro che non consentono di erogare i servizi ai pazienti in maniera ottimale. La ridotta dotazione organica influisce negativamente sull’organizzazione dei turni di lavoro, rendendo difficoltosa la legittima fruizione delle ferie da parte del personale e del riposo dei lavoratori impegnati nei turni notturni e festivi”. I sindacati confederali voglio che i cittadini del Medio Campidano e della Marmilla non vengano considerati di serie B e ritengono urgente l’apertura di un confronto con le istituzioni regionali per riqualificare i servizi sociali e sanitari del territorio, attraverso il rilancio della partecipazione e del dialogo con le diverse rappresentanze della società civile. «Consideriamo improrogabile», sostengono  i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, «la risoluzione delle criticità riguardanti l’ospedale di San Gavino, di cui occorre recuperare una operatività efficiente, capace di fronteggiare i molteplici bisogni espressi dai cittadini». Cgil, Cisl e Uil confermano la loro visione di un modello di sanità avanzata e si impegnano a rilanciare i temi di un sistema sanitario veramente vicino ai cittadini, che si occupa dei più deboli e di chi non può avere accesso tempestivo ai servizi e a cure adeguate. «Pensiamo», concludono i sindacalisti, «che la sanità non debba essere considerata una spesa, ma un volano di sviluppo per l’economia e per la crescita del paese. L’insufficienza delle risorse a disposizione e le inadeguatezze organizzative e gestionali hanno pesantemente incrementato le disuguaglianze e prodotto effetti negativi sulla crescita economica del paese». Gian Luigi Pittau

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