In passato durante le sagre paesane della Sardegna non era raro imbattersi in venditori di biografie dei banditi più noti o di poesie in lingua sarda, per lo più scritte in ottava rima. Una di queste, in particolare, impressionò la mia fantasia di bambino. Vi si narrava della “Bella di Sanluri”, la ragazza sarda schiavizzata che uccise, sottoponendolo ad un’estenuante maratona di sesso, Martino III detto “il Giovane”, re di Sicilia e pretendente al trono d’Aragona. Compì quel gesto per vendicare l’immane massacro compiuto dall’esercito aragonese il 30 giugno del 1409 nella campagna, nel borgo e all’interno del castello di Sanluri. Ancora oggi, a distanza di più sessant’anni da quella lettura, è vivida nella mia memoria l’immagine della “Bella” con il pugnale insanguinato ben stretto nella mano destra alzata: così venne ingenuamente raffigurata nel disegno a corredo del poemetto Su valore de sos sardos in sa gherra (2), nel quale le vengono riservate due ottave.
Fino a qualche decennio fa gli studiosi consideravano quella storiella nient’altro che una curiosa, antica leggenda da liquidare con qualche battuta di spirito. Il dubbio, però, si insinuò in loro a una lettura attenta della Chronica actitatorum temporibus domini Benedicti XIII (l’autore si riferisce all’antipapa aragonese) di Martín de Alpartil (1380-1441) (3) e degli Anales de la Corona de Aragón di Jerónimo Zurita y Castro (1512-1580) (4), in cui si fa esplicito riferimento al ruolo avuto da una bellissima giovane di Sanluri nella morte del sovrano.
Così scrive al riguardo Alberto Boscolo nel suo saggio “La Bella di Sanluri”, ultima amante di Martino il Giovane (5): “Trovò così sempre più credito la tradizione che racconta che alcuni cavalieri del seguito di Martino portarono al giovane re per compiacerlo ‘una doncela de Sant Luri, dotada de gran belesa que era hermosissima y siendo el rey rendido a aquel vicio le acabo sa vida’. Ho avuto l'idea di scrivere un romanzo su quella vicenda qualche anno fa. All'epoca, però, non avevo materiale a sufficienza per poterci imbastire una trama. E se tutta la storia fosse concentrata nelle parole che compongono il titolo “La Bella di Sanluri”? Mi chiesi ad un certo punto. La fanciulla doveva essere stata bella, non v'erano dubbi; e doveva avere avuto pure il fidanzato, visto che le ragazze da marito più avvenenti sono le più corteggiate. E, con molta probabilità, alla luce dell'esito della battaglia, costui doveva essere rimasto ucciso sul campo. È da queste considerazioni che ha preso lentamente forma l'ossatura del romanzo, che qui di seguito riassumo brevemente:
I due personaggi principali, Elianora e Torbeno, vivono la loro storia d’amore e di passione fino allo scoppio della guerra del 1409 tra il Giudicato d’Arboréa e il regno d’Aragona. Venuta a sapere che Torbeno è stato ucciso in battaglia, Elianora salirà sugli spalti per vendicarlo. Catturata dai soldati aragonesi e offerta come trofeo di guerra al re Martino, diventerà la sua schiava. Lo sarà però per soli venticinque giorni, poiché, calatasi nelle vesti di una diabolica mantide vendicativa, ucciderà il re in una estenuante maratona di sesso.
Tra realtà e mito, favola e verità, amore e dolore, attorno alla storia dei due sventurati amanti ruotano tanti caratteristici personaggi, le cui esistenze si intrecciano con credenze e riti magici a creare uno spaccato dettagliato e pittoresco della Sardegna fra Trecento e Quattrocento, che vuole portare il lettore a scoprire questo mondo lontano mentre si dispiega in modo naturale davanti ai suoi occhi, sino a farlo appassionare a esso quasi ne facesse parte.
(1) Gianpiero Mura “La Bella di Sanluri” - In vendita su Amazon libri – versione cartacea di 326 pagine €15 IVA inclusa – eBook kindle €7 - ISBN-13 : 979-8575335078 - ASIN: B08PJPWHY1
(2) Pittanu Moretti, Su valore de sos Sardos in sa gherra, www.luigiladu.it>poesias
(3) Martín de Alpartil, Chronica actitatorum temporibus domini Benedicti XIII, Nabu Press, Charleston, 2012.
(4) Jerónimo Zurita y Castro, Anales de la Corona de Aragón, Saragozza, 1562.
(5) Alberto Boscolo, “La bella di Sanluri”, ultima amante di Martino il Giovane re di Sicilia, in Miscellanea in onore di Roberto Cessi, vol. 1, Edizioni di storia e letteratura, Roma, 1958, pp. 357-364.
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