La band "Raffaele Matta Trio" in tour in Asia


di Simone Muscas
Lo scorso 30 ottobre a Bangkok per la band “Raffaele Matta Trio”, fondata dal leader omonimo, ha avuto inizio un tour asiatico che, oltre alla Thailandia, passerà anche per il Vietnam e l’India. Nell’entusiasmante serie di concerti, il musicista cagliaritano Raffaele Matta sarà supportato dal bassista Andrea Parodo e dal batterista di Lunamatrona Nicola Vacca. Proprio nel continente asiatico la band proporrà un progetto molto particolare e ricco di spunti curiosi: «La nostra musica è di matrice indiana e fa leva sull’aspetto ritmico», hanno spiegato all’unisono i tre musicisti, «Nel tour non suoneremo nessuna composizione della tradizione musicale “hindustani” o “carnatica”: la nostra intenzione è infatti quella di cogliere sì l’essenza di quel tipo di approccio ritmico, riprendendone però, al contempo, alcune traiettorie melodiche per poi sviluppare un suono tutto nostro. Altro aspetto del nostro progetto, forse ancora più importante del precedente, è evitare il più possibile che l’identità di un singolo componente prevalga sugli altri: vogliamo quindi assicurarci che l’obiettivo finale sia “il senso di collettività” evitando, per quanto possibile, ogni espressione idiomatica come jazz, blues, rock e così via. Sarà perciò nostro obiettivo proporre delle parti scritte che diano l’impressione di essere improvvisate e, allo stesso tempo, parti improvvisate che diano l’impressione di essere scritte». Un’idea progettuale, quella del trio sardo, tanto originale quanto ambiziosa e, come tale, impegnativa da trasporre a parole: «Non ci inquadriamo in alcun genere particolare quale “jazz”, “rock”, “minimalista”, “fusion” o, ancora, come “musica “strana”» hanno provato a spiegare tre musicisti «Cosa realmente sia il nostro modo di suonare nessuno lo sa, tuttavia, possiamo affermare con certezza che si tratta di musica creativa». A spiegare l’aspetto emozionale nei suoi dettagli ci ha pensato, invece, il leader Raffaele Matta che vanta già altre esperienze musicali nel continente asiatico: «Questo tour» ha spiegato il musicista cagliaritano «sarà certamente d’ispirazione per della nuova musica da proporre in futuro, magari, anche in Europa. Essendoci già stato, posso dire con certezza che suonare in quei luoghi rappresenta un’esperienza molto particolare: si ha infatti la possibilità di venire a contatto con un pubblico completamente diverso dal nostro, a volte curioso e a volte un po’ spaesato: si tratta certamente di un approccio poco convenzionale. La cosa più particolare fra tutte è però l’aria che si respira: ho osservato, nelle mie esperienze passate, che si vivono spesso delle situazioni non molto curate nell’organizzazione o nei dettagli e, talvolta, allestite con attrezzatura “di fortuna”: situazioni che all’apparenza sembrano poco congeniali, ma che, per quanto ho potuto capire, permettono di portarti dietro un’esperienza intensa e stimolante». Il tour asiatico della band è intanto arrivato a metà del suo cammino. Nelle previsioni dovrebbe concludersi, dopo ben 17 tappe in tre Paesi, a Mumbai in India il prossimo 25 novembre.

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