Giovedì 13 agosto, alle 19, i residenti e quanti vivono e frequentano il borgo di Montevecchio sono stati inviatati a confrontarsi con l’amministrazione comunale di Guspini per raccogliere segnalazioni e capirne le esigenze.
L’incontro doveva svolgersi nella piazzetta dedicata alle Cernitrici ma la temperatura ha consigliato di spostare lo stesso nei pressi dell’ex farmacia, luogo ombreggiato e più raccolto.
Presenti molti dei nuovi assessori e consiglieri comunali, quasi tutti i cittadini di Montevecchio, gli operatori turistici, rappresentanti di associazioni e molti altri cittadini che frequentano quotidianamente, soprattutto in questo periodo, il borgo di Gennas.

Il sindaco ha esposto i motivi che hanno spinto l’amministrazione a convocare l’incontro. Si è appreso così che l’Igea, titolare di quasi tutti gli immobili del borgo, ha intenzione di mettere a disposizione del comune parte dei suoi immobili e di vendere alcuni degli appartamenti.
Che il divieto di dare da mangiare agli ungulati presenti allo stato brado nel borgo si è reso necessario per questioni di sicurezza e rispetto dell’ambiente, che la raccolta dei rifiuti sia da rimodulare secondo le esigenze degli abitanti e di quanti frequentano Montevecchio. L’altro argomento trattato è stato quello relativo alle reti telematiche che creano non poche difficoltà ai cittadini e agli operatori che lì lavorano.
A Montevecchio, oggi, non è possibile lavorare da remoto. La parola è passata, agli abitanti, che hanno rimarcato le vecchie e nuove problematiche che affliggono le famiglie e la comunità.
Tra queste la mancanza di servizi essenziali, qualche esercizio pubblico; il problema dei trasporti dà e per la borgata, soprattutto nel periodo estivo; lo stato di abbandono e decadenza di molte strutture, vestigia del passato minerario, che andrebbero messe in sicurezza o recuperate ai fini culturali e turistici; le problematiche legate alla presenza, allo stato brado, dei cervi; la connessione ai sevizi internet.

Tutti gli interventi hanno messo l’accento sulla necessità di un progetto di sviluppo complessivo che armonizzi gli spazi e li metta disposizione di chi attraversa o si ferma nel perimetro delle Miniere di Montevecchio, con riferimento, anche, ai molti camminatori che percorrono il Cammino Minerario di santa Barbara, agli studenti che vi fanno tappa nei periodi scolastici, e a tutte le persone che necessitano di strutture ricettive e della ristorazione adeguate.
Anche gli operatori turistici hanno fatto proposte chiedendo quelle attenzioni e quei piccoli servizi che, unendo le bellezze naturali dei luoghi, i pozzi di miniera e le loro strutture, li renderebbero molto più accoglienti, confortevoli e vivibili.
L’incontro è stato un primo tassello, al quale se ne dovranno aggiungere necessariamente altri, che, si spera, contribuiscano ad alleviare il disagio per gli abitanti di Gennas a Montevecchio, e aiuti a risolvere una situazione che dura almeno dal 1991 quando le Miniere di Montevecchio hanno cessato le loro attività e nel borgo si sono abbandonati lentamente anche i servizi essenziali.
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