L.A.S.A. Arbus: Maria Letizia Atzeni eletta presidente


di Gianni Vacca
Rinnovo dell’organigramma con  nuovi incarichi e nuovi soci  ma sempre all’insegna della massima continuità. Cambio di guardia alla L.A.S.A. (Libera Associazione Soccorso Arbus) che nell’ultima assemblea dei soci nomina  un nuovo direttivo e un nuovo presidente: alla massima carica viene eletta Maria Letizia Atzeni che subentra così a Carmen Lecca alla quale va l’incarico di Vicepresidente. Pietro Zuddas è il nuovo Segretario e Amministratore, Revisori dei Conti Raimondo Melis, Paolo Pusceddu e Salvatore Atzeni. Fanno parte del direttivo Gianni Zuddas e Sergio Aru. L’assemblea pubblica tenutasi nell’aula consiliare a fine febbraio non è stata vana perché alcuni presenti raccogliendo l’invito dell’allora Presidente Carmen Lecca «vogliamo riprenderci il ruolo che storicamente ci compete attraverso una nuova campagna di sensibilizzazione e tesseramento che possa far riavvicinare i cittadini alla nostra associazione» è stato preso alla lettera. Data immediatamente la loro disponibilità e chiesto l’iscrizione (per alcuni si è trattato di un gradito ritorno) sono stati inseriti subito nel nuovo organigramma. Un pizzico di emozione per l’importante incarico ricevuto  ma anche una grande cortesia traspare dal volto sorridente di Maria Letizia Atzeni che ci accoglie per una breve ma significativa chiacchierata  nella nuova, moderna, spaziosa e  luminosa sede di proprietà dell’associazione di via Fratellanza Operaia. [caption id="attachment_72953" align="alignnone" width="960"] L.A.S.A. sede di via Fratellanza Operaia[/caption] « Doveroso innanzitutto ringraziare l’assemblea per la fiducia accordatami - dichiara la neo presidente - l’incarico è di grande responsabilità. Tutto verrà deciso nella massima condivisione e all’insegna della continuità gestionale». La L.A.S.A. , trentadue anni di attività , è una delle associazioni più longeve del territorio: migliaia gli interventi finora effettuati. Tutti nell’ambito e a supporto di un settore, quello della sanità di vitale importanza per la vita sociale della comunità arburese. « L’associazione sorretta  dalla generosa disponibilità di autisti, barellieri e centralinisti, tutti volontari, - ricorda ancora Maria Letizia Atzeni - ha sempre operato e opera tuttora attraverso una propria rete organizzativa per il trasporto di degenti non deambulanti nei  ricoveri e dimissioni  ospedaliere, visite specialistiche e  servizio emergenza e assistenza a manifestazioni civili, sportive e religiose. Dal dicembre 2015 purtroppo non più come 118. La mancanza di un valido ricambio generazionale ha  infatti generato una forte riduzione nel numero di soci operativi e conseguentemente dei servizi e delle copertura delle  36 ore settimanali minimo  necessario per la sottoscrizione della convenzione regionale». «Sarebbe necessario - conclude Maria Letizia Atzeni -  oltre al  ricambio generazionale anche la possibilità di poter nuovamente avere un numero sufficiente di volontari volto a migliorare qualità, tempestività e continuità di un servizio davvero importante e insostituibile nella vita sociale della nostra comunità, che non dimentichiamo opera non solo nel centro urbano ma anche nelle frazioni e nelle numerose località marine del territorio arburese». Libera Associazione Soccorso Arbus. Correva l’ottobre del 1988 quando un autentico gruppo di pionieri guidato allora dal suo primo presidente il compianto Franco Melis e a seguire Luigi Murtas e Alfonso Lampis, tra mille difficoltà logistiche e organizzative  diede coraggiosamente vita  in silenzio e con tantissimo spirito di sacrificio alla nascita della Libera Associazione Soccorso Arbus. Da allora migliaia gli interventi eseguiti nel rispetto di un ruolo che neppure nuove forme di volontariato, spesso più visibile e accattivante ma forse anche più effimero, hanno mai messo in discussione. Da qualche anno la nuova sede di proprietà: con il primo piano adibito a ufficio, sala riunioni e locali di servizio e il  piano di sotto adibito a garage con due nuovissime ambulanze, anch’esse di proprietà. Un autentico fiore all’occhiello, più unico che raro, che testimonia assieme a un bilancio contabile ultra positivo una gestione di vita sociale  sempre oculata,  virtuosa e parsimoniosa.  

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