“Non hanno carattere elitario e possiedono un bacino di utenza composito, offrendo possibilità di apprendimento, socializzazione ed approfondimento culturale a tutti – ha aggiunto l’assessore Biancareddu – La Regione gli riconosce un ruolo di particolare rilevanza per la più ampia diffusione della cultura e della tradizione, per il pieno sviluppo della personalità dei cittadini adulti, per il loro inserimento nella vita socioculturale delle comunità in cui risiedono, favorendo l’integrazione intergenerazionale e ogni forma di espressione e socializzazione. In alcuni Comuni sardi, per svariati fattori (carenza di strutture, isolamento geografico, emigrazione e spopolamento), le Università della terza età rappresentano un fondamentale punto di riferimento dopo l’attività lavorativa ed un riconoscimento al ruolo che la cultura può avere nella qualità della vita”.
Lo stanziamento per il proseguimento delle attività didattiche e culturali dell’anno accademico 2019/20 sarà ripartito in base al numero di iscritti nell’anno accademico 2018/19 (il 35%), all’indice di vecchiaia, cioè iscritti con età superiore o uguale a 65 anni (il 30%), ed al numero delle sedi staccate con almeno 15 iscritti (il 5%). Il restante 30% del finanziamento sarà ripartito in parti uguali.
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