Scambi di esperienze, culture e storie dei territori: così nasce l’evento aperto al pubblico organizzato per il prossimo 18 ottobre, alle 15 nella struttura "Is Perdas", a Gergei. Della realtà imprenditoriale Is Perdas, che si trova nei pressi di Gergei, in Sarcidano, abbiamo già parlato nel numero del giornale in distribuzione in questi giorni. Ciò che vogliamo però sottolineare qui è il significato e l’importanza del lavoro di rete e delle connessioni che si sono creati grazie al passaparola e alla curiosità insita nelle persone che hanno a cuore la valorizzazione dei territori sardi, soprattutto quelli dell’entroterra, portatori di storia, storie e valori. In effetti, come abbiamo avuto modo di scrivere, la “magia” di Is Perdas si rifà alla leggenda di fatti avvenuti ai tempi della civiltà nuragica nel villaggio della Giara di Serri, vicino a Gergei, e della necessità di lasciare traccia del proprio passaggio attraverso le pietre, alcune delle quali scelte e volutamente posizionate dagli anziani sul crinale della giara, come da testimone, in attesa di qualcuno pronto a far rivivere la storia. Ed è qui che si è innestato l’inizio del percorso dei fratelli Ollanu, Simone (classe 1982) e Claudio (classe 1984) che, dopo aver passato anni fuori dalla Sardegna, nel 2010 memori dei bei tempi vissuti in quel territorio, si sentono spinti da un forte sentimento – si potrebbe dire una missione – e decidono di unire le loro forze, dando vita a un ambizioso progetto che avrebbe raccontato al mondo intero delle loro radici, in un viaggio esperienziale attraverso cultura e tradizione: la realizzazione di una realtà, Is Perdas appunto, in cui le persone potessero immergersi in un contesto autentico e vivere delle esperienze nuove, per rigenerare lo spirito e sentirsi bene. Pietra dopo pietra nasce così la struttura per viaggiatori, l’Agriturismo Is Perdas, aperta al pubblico nel 2019, che negli intenti dei fratelli Ollanu deve poter diventare un vero e proprio hub di ospitalità, di cultura del territorio, di cucina tradizionale, di una diversa narrazione della Sardegna, anche attraverso l’avvio di una nuova innovativa ricerca archeologica, realizzata con la creazione nel 2020 di Nurtime (progetto sperimentale di ricostruzione di un nuraghe trilobato con tecniche tradizionali di 3500 anni fa) e dell’associazione culturale Perdas Novas, di cui Simone è presidente. L’ambizione di Simone e Claudio è anche quella di diventare per il territorio attrattori di talenti, di giovani famiglie, di nuove risorse lavorative per creare opportunità diversificate di una rinascita sostenibile, anche grazie a un ampliamento delle attività agricole che prevedono nuove produzioni nell’arco del prossimo anno. Ed è in questo contesto di scambi di esperienze, culture, storie che è nata l’idea di un evento aperto al pubblico organizzato per il prossimo 18 ottobre presso Is Perdas, il cui filo conduttore è il territorio di Montevecchio, delle sue miniere, delle sue persone. Infatti, l’artista di Sanluri Elio Gola descriverà alcune sue opere il cui filone è “Vene di luce - Acquerelli minerari”, mentre Iride Peis, narratrice guspinese da decenni impegnata - usando estro e poesia - a dare voce in particolare alle donne di miniera, leggerà alcune delle sue opere. Per il suo impegno in questa direzione Iride Peis ha anche ricevuto un riconoscimento nel 2023 come "Donna sarda dell'anno", istituito dal Lions Club Lioness, in occasione della giornata dell'8 marzo. Come ricorda l’artista Elio Gola, “Gli acquerelli minerari si propongono come archivi sensoriali: mani che misurano, figure intorno a un tavolo, attrezzi che diventano segni familiari, frammenti di vita che risuonano come memorie condivise. Di fatto propongono una lettura sensoriale del patrimonio minerario sardo, e di Montevecchio in particolare, e non solo documentano, ma riattivano la memoria. Vene di colore che ricordano filoni minerari, superfici scavate dal tempo, la polvere che si posa e la mano che la spazza via: elementi che si combinano per restituire non solo l’immagine della miniera, ma la sua presenza umana, restituendo alle pietre e alle persone la loro voce, presentando il racconto minerario con un linguaggio inaspettato”. Per quanto riguarda Iride Peis, grazie alle sue numerose pubblicazioni tutti noi abbiamo potuto immaginare persino i percorsi a piedi, per diversi chilometri alle prime luci dell'alba, che mamme e figlie percorrevano per raggiungere il luogo di lavoro, a Montevecchio e abbiamo conosciuto storie di vita di tutti i giorni, drammatiche, di sfruttamento, lavoro massacrante, rischioso, paghe da fame, diritti negati, ma anche di solidarietà, coraggio e forza di lottare per migliori condizioni di lavoro, facendo in modo di lasciare traccia, segni di continuità tra passato, presente e futuro, cercando in questa terra nuovi “filoni” di innovazione. Moderatrice dell’incontro sarà Elisabetta Gola, professoressa di Filosofia e teorie dei linguaggi nel Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università di Cagliari, dove coordina dal 2009 il corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Tra le sue attività di approfondimento in progetti di ricerca e attività di terza missione temi inerenti le potenzialità delle tecnologie nella comunicazione in vari ambiti, tra i quali anche la valorizzazione dei beni culturali.
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