A fine estate, come appunto il caso in esame, avviene una copiosa sciamata, in seguito alla quale le regine perdono le ali e i maschi muoiono dopo il volo nuziale. Lo spettacolo che in genere appare ai nostri occhi nelle nostre case è rappresentato dalla lunga scia di formiche in cerca di alimenti o di siti ideali per nuovi formicai. Dall’esame del ciclo biologico e dall’articolazione del formicaio, la lotta contro l’insetto appare abbastanza problematica. Nelle nostre case siamo soliti usare sistemi di lotta alquanto empirici quali: il talco, il gesso in polvere, aceto bianco e acqua, limone, spezie diverse quali peperoncino e pepe, ecc. Tutti sistemi, come peraltro quelli chimici, tutti destinati a sopprimere gli insetti che formano le lunghissime fila lungo le pareti delle nostre case o sui nostri marciapiedi.
Per avere ragione delle infestazioni non si raggiunge lo scopo sopprimendo unicamente gli insetti che compaiono alla nostra vista, posto che altre formiche operaie sostituirebbero quelle soppresse e che le regine incrementerebbero la deposizione delle uova per mantenere inalterato il potenziale del formicaio. E’ invece indispensabile raggiungere il formicaio e provocarne la distruzione per impedire l’ulteriore diffusione. Individuato il formicaio, infatti, cosa abbastanza complicata nel caso in esame, si potrebbe utilizzare un prodotto Gel disponibile in commercio. Tale prodotto, che in realtà è una sostanza zuccherina avvelenata, andrebbe posto all’ingresso di ogni formicaio, per fare in modo che le operaie non solo si nutrano del prodotto del quale sono ghiotte, ma che lo portino anche alla regina per evitare che continui nella sua dannosa attività di ovodeposizione.
Compito non facile per coloro i quali, fra non molto, avranno l’ingrato compito d’individuare i formicai presenti nell’edificio sacro e nelle immediate vicinanze, per sradicare il male all’origine. Fare trattamenti di superficie generalizzati non consentirebbe di risolvere il problema.
Francesco Diana
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