Intolleranza al lattosio


di Andrea Vacca* Il lattosio è uno zucchero presente nel latte e nei suoi derivati, è un disaccaride formato da glucosio e galattosio. Per essere digerito è necessario l'intervento di un enzima, la lattasi, prodotto normalmente a livello intestinale, in grado di rompere i legami tra i due zuccheri che verranno poi assorbiti e metabolizzati. Quando si ha una carenza o assenza di questo enzima, il lattosio arriva integro al livello del colon dove, oltre a richiamare acqua, fermenterà per azione della flora batterica provocando i classici sintomi gastrointestinali, quali dolore addominale, gonfiore, meteorismo, diarrea e stitichezza che possono essere accompagnati anche da cefalea, spossatezza, nausea. L'intensità dei sintomi dipende dalla quantità di lattosio assunto, dall'età, dall'attività lattasica e dalla flora batterica che aiuta a digerire il lattosio. In genere le persone affette da questo tipo di disturbo possono comunque tollerare fino a 12 grammi di lattosio durante un pasto, per cui, non è necessario privarsi completamente di latte e derivati, esiste un livello soglia individuale entro cui il lattosio non determina sintomi. Questa problematica che colpisce circa il 40% della popolazione italiana e il 70% della popolazione mondiale, può essere: congenita, di origine genetica che si manifesta sin dalla nascita, primaria, forma più comune dovuta ad una riduzione fisiologica della produzione della lattasi e secondaria, dovuta alla perdita reversibile dell'enzima a seguito di patologie infettive, infiammatorie o allergiche che danneggiano la mucosa intestinale come gastroenteriti, celiachia, colite ulcerosa, sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn oppure in seguito anche a terapie antibiotiche. L'intolleranza al lattosio non va confusa con l'allergia alle proteine del latte la cui sintomatologia è di carattere respiratorio, cutaneo e gastroenterico. Si manifesta entro due ore dall'assunzione dell'alimento ed è mediata da un meccanismo immunologico. L'esame indicato per la diagnosi di intolleranza al lattosio è il breath-test che consiste nell’analisi dell’aria espirata dal soggetto prima e dopo la somministrazione di una dose di lattosio. Se il test rivela una iper produzione di idrogeno significa che si è intolleranti. Come detto sopra, se è stata diagnosticata l'intolleranza al lattosio, non è necessario eliminare tutti i latticini dalla dieta perché si potrebbe andare in contro ad una insufficiente assunzione di determinati principi nutritivi tra cui il calcio, minerale importante per il nostro apparato scheletrico, interviene nella contrazione muscolare, anche cardiaca, e regola l'attività cellulare. Per quanto riguarda il latte si può utilizzare quello delattosato che presenta le stesse caratteristiche nutrizionali del latte normale; lo yogurt, preferibilmente al naturale, è in genere tollerato ma in caso contrario si può assumere la forma delattosata; i formaggi stagionati come grana, parmigiano, pecorino in genere non danno problemi. Nel caso in cui l'intolleranza al lattosio sia grave esistono dei sostituti del latte vaccino ovvero le bevande di soia, avena, mandorla, che generalmente sono addizionate di calcio e vitamina D. Il lattosio è spesso utilizzato dall'industria alimentare come additivo ed è possibile trovarlo in insaccati, cibi già pronti, sughi, cibi confezionati, alimenti congelati, dadi da cucina, farmaci e integratori. È pertanto fondamentale leggere sempre l'etichetta nutrizionale. *biologo nutrizionista Mail: info@studioagiemme.it    

© Riproduzione riservata