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>I dubbi sulla potabilità dell'acqua erogata a Sardara, espressi nell'esposto presentato alla stazione locale dei carabinieri da Sisinnio Mura, sono stati oggetto di discussione in consiglio comunale, come richiesto da una petizione popolare e da un'interrogazione dell'opposizione. La minoranza ha chiesto copia delle analisi che l’Asl 6 effettua periodicamente; e ha chiesto se corrisponde al vero quanto dichiarato nell'esposto di Mura e quali provvedimenti sono stati presi per salvaguardare la salute dei cittadini; e se, nel periodo in cui era stato accertato lo stato di inquinamento dell'acqua erogata, la società Abbanoa ha applicato le tariffe previste “per acqua non potabile”, considerato “che i cittadini sono stati costretti a sostenere ulteriori costi per l'acquisto di acqua potabile dal libero commercio”. <A seguito dell'esposto in questione – ha risposto il sindaco Giuseppe Garau – ho trasmesso nota ad Abbanoa che ha inviato le analisi effettuate a settembre e ottobre con “valori idonei”. Per quanto riguarda l'Asl, invece, non invia comunicati quando tutto è a norma. L'ultima segnalazione di acqua non potabile risale a novembre 2013 e avevo emanato un'ordinanza durata qualche giorno, meno di una settimana. Inoltre la ditta che gestisce la mensa scolastica di Sardara effettua il monitoraggio frequentemente e lì è tutto a posto>. Non è rimasto soddisfatto della risposta il capogruppo di opposizione Giorgio Zucca quando il sindaco ha confermato che si trattasse solo di analisi batteriologiche, quindi modificabili, e non anche chimiche. <Alla luce anche di ciò che è successo a Sassari – ha aggiunto il consigliere Zucca – dove scorre acqua potabile in tubature corrose. Bisognerebbe capire anche in che punto del paese l'Ente idrico preleva l'acqua da analizzare>. Insoddisfatti anche gli altri consiglieri di minoranza per non aver ricevuto risposta se i cittadini sono stati rimborsati o meno nel periodo in cui è stata erogata acqua non potabile.
Marisa Putzolu
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