Inquinamento e cambi di stagione: spariscono le api, la produzione del miele crolla


di Gian Luigi Pittau
Piccole e pelose, gialle a strisce nere: lavorano senza sosta le api nel Medio Campidano che purtroppo sono sempre di meno. Un fatto che negli ultimi anni ha portato a un crollo della produzione del miele, un prodotto di qualità che ha ottenuto molti riconoscimenti a livello nazionale. Da San Gavino a Guspini, da Villacidro a Serrenti il problema è sempre lo stesso e si rischia di sentire sempre di meno il fastidioso ronzio emesso dalle api e con la loro scomparsa sono ormai a rischio tantissime piante, fiori e alberi da frutto. [caption id="attachment_91678" align="alignleft" width="338"] Sandra Pascalis[/caption] SANDRA PASCALIS Lo evidenzia Sandra Pascalis, che nelle campagne di San Gavino produce il miele da oltre vent’anni: «Ora - afferma - la nostra produzione si ferma a poco più di sei quintali mentre in passato era molto superiore. Le api si stanno ammazzando tra di loro perché non trovano più cibo e purtroppo in Sardegna importiamo tantissime quantità di miele. Ho 70 arnie e in ognuna di esse ci sono migliaia di api». MAURA MASCIA La produzione del miele va da marzo a luglio e il calo si è fatto sentire anche per Maura Mascia, di San Gavino che alcuni fa anni fa ha ricevuto il primo premio (Le tre Gocce d’Oro) per il suo miele di eucaliptus nella fiera di Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna: «Le stagioni ormai non ci sono più e anche le api, che sono molto confuse, ne stanno risentendo. Inoltre negli ultimi due anni a causa del Covid-19 non ho potuto più praticare il nomadismo e spostare le api a Donori dove vi era la fioritura dell’arancio. Quest’anno ho dimezzato le arnie e regna molta incertezza nella vendita anche perché sono saltate tutte le sagre e le fiere in cui era possibile vendere il miele: speriamo in un ritorno alla normalità».   [caption id="attachment_91680" align="alignleft" width="339"] Maura Muscas[/caption] L’inquinamento è un altro dei fattori che contribuisce alla scomparsa delle api come ricorda Laura Pilloni, hobbista di Guspini, che ha alcune arnie in località “Terraistus”: «Ogni anno produco il miele mille fiori e quello di eucaliptus. Purtroppo negli ultimi anni quando vado a visitare le arnie vedo tappeti di api morte. È un problema che associo all’uso dei pesticidi in agricoltura e che diventa sempre maggiore».         [caption id="attachment_91681" align="alignleft" width="313"] Anna Sedda[/caption] A Villacidro il problema non cambia come evidenzia Anna Sedda, docente dell’istituto agrario che negli anni scorsi ha seguito le attività legate alla produzione del miele: «Al momento - rimarca  - a scuola abbiamo due famiglie di api. Purtroppo nelle vicinanze vi è stato un taglio indiscriminato degli eucaliptus ed è stato tolto il cibo alle api, che spesso trovano la morte quando passano in terreni in cui vengono usati pesticidi. Speriamo di poter riprendere con la produzione del miele il prossimo anno in primavera. A Villacidro tantissimi apicoltori hanno perso tutte le famiglie delle api».   [caption id="attachment_91687" align="alignleft" width="268"] Gabriele Sedda[/caption] Eppure le potenzialità sono immense come rimarca Gabriele Virdis, 43 anni, segretario territoriale della Flai Cgil: «Importiamo l’80 per cento del miele e oggi i produttori che andavano alle sagre hanno perso tantissimo. Nel Medio Campidano ci sono tantissimi margini di miglioramento e possibilità di investire nel settore. il miele sardo è stato sempre utilizzato nella produzione del torrone. Ora paghiamo gli incendi, la siccità e l’inquinamento, ma le api sono il nostro futuro».

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