Unito ai simboli delle altre bellezze del Sud Italia assume una valenza ancora maggiore: l’uno aumenta la visibilità degli altri siti. Il potenziale della rete dei siti Unesco per lo sviluppo socio – economico di un territorio è grandissimo. Il Nuraghe di Barumini, I Sassi di Matera e i Trulli di Alberobello (quelli visitati) sono capaci di attrarre turisti da tutto il mondo. Ma anche un turismo di nicchia che non va sottovalutato. Tale possibilità è di notevole importanza soprattutto per i territori del Sud Italia e delle isole maggiori, che vedono nel turismo e in particolare in quello culturale e gastronomico uno dei principali fattori di ripresa economica.
La Sardegna ha la possibilità di accostare al sito Unesco i Musei ben tenuti ed organizzati come quelli di Sardara, Gesturi, Sanluri, Guspini, Arbus, Villanovafranca, Villanovaforru, Masullas, Genoni, Las Plassas, Laconi, per cui ha tanto da mostrare agli amanti del turismo culturale. Ecco uno dei modelli fondamentali che potevano essere presi in considerazione nel rimodellare le funzioni delle Province anziché promuovere e sostenere iniziative costose e distruttive anti territorio e anti cittadino. Ma i furbacchioni proponenti e i furbacchioni silenti della politica regionale dell’epoca l’hanno chiamata “volontà popolare” e con questa “volontà” finanziata dalla Giunta regionale di otto anni fa, abbiamo scoraggiato per un decennio le iniziative a favore del lavoro. Ora sulla scia delle spinte dell'Associazione Province Unesco Sud Italia è possibile riprendere la strada della promozione dello sviluppo partendo proprio da quel patrimonio di pronta disponibilità. Crediamoci!
Fulvio Tocco
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