>Ha collaborato alla realizzazione di mostre sulla fauna sarda in tutta la Sardegna e di esposizioni per importanti musei e centri di educazione ambientale anche in Svezia. È la storia del naturalista Massimo Canargiu, 55 anni, appassionato da una vita che, nella sua casa a Gonnosfanadiga, nasconde un incredibile tesoro (i pezzi di animali sono 3mila), frutto della sua creatività: «Non sono i classici animali imbalsamati», racconta, «ma sono quelli che muoiono in seguito a delle ferite. Questi animali feriti vengono portati nelle cliniche veterinarie, ma la metà di loro non riesce a sopravvivere e viene conservata nei congelatori. Da me vengono ricostruiti: ne conservo solo la pelle e ne rifaccio il manichino». Massimo Canargiu, che ha creato il gruppo di lavoro per la mostra naturalistica a ridosso del planetario de L’Unione Sarda, è conosciuto in tutta la Sardegna per la realizzazione di esposizioni nei diversi centri di educazione ambientale, nel museo ornitologico di Siddi, mentre di recente a Gonnosfanadiga ha riscosso un grande successo la mostra sulla fauna del Monte Linas curata dalla cooperativa villacidrese Fulgheri in collaborazione con l’Università di Cagliari. Molto apprezzata un’originale mostra di fauna della Sardegna curata da lui e allestita a San Gavino dalla Pro Loco e dall’Unione Cacciatori Sardegna (Ucs) «Sono anche io tesserato», aggiunge Canargiu, «e bisogna far capire che noi del mondo venatorio siamo i primi a salvare l’ambiente. Vorrei creare un grande museo sulla fauna della Sardegna e la collocazione ideale potrebbe essere anche San Gavino per la sua centralità geografica». Gian Luigi Pittau
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