Sarcofago[/caption]
Scavata quasi interamente nella roccia, la sua realizzazione vide impegnate le più brave maestranze della città mentre per la lavorazione dei marmi che caratterizzano il suo interno furono chiamati i maestri siciliani, famosi per le loro capacità. La bellezza dell’edificio doveva competere con la sua importanza. Si accede al Santuario attraverso due rampe di scale poste ai lati dell’altare; si compone di tre cappelle una centrale o della Madonna dei Martiri e due laterali dedicate ai santi Lucifero e Saturnino, quest’ultimo patrono di Cagliari, rispettivamente a destra e a sinistra di chi entra nel Santuario. I Martiri si trovano all’interno di 179 urne ricavate dalla roccia calcarea del colle di Bonaria, tutte delle stesse dimensioni 25x35x50 cm circa e chiuse con una lastra di roccia dello spessore di 7 cm, posizionate all’interno di piccole nicchie in marmo policromo disposte su due ordini di file e così suddivise: 64 nella cappella centrale, 82 nella cappella di San Lucifero e 33 in quella di San Saturnino. Sopra le nicchie troviamo la figura del Santo in marmo con il relativo nome. La volta a botte ribassata della cappella centrale e le volte delle due cappelle laterali sono arricchite dalla decorazione di 631 rosoni, tutti differenti tra loro, alternati a figure geometriche che richiamano la punta di un diamante.
Si accede al santuario attraverso due porte che si trovano ai lati della cappella maggiore, sopra delle quali si legge l’inscrizione scolpita sul marmo “Don Franciscus Esquivel archiepiscopus calaritanus”; da qui le due rampe di scale di marmo si ricongiungono su un pianerottolo dove troviamo il mausoleo di Mons. Desquivel e le tombe degli arcivescovi cagliaritani. La nicchia dove si trova il mausoleo è impreziosita da una tela di scuola spagnola del XVII secolo, dipinta ad olio, vi è raffigurato Gesù in croce attorniato dai Martiri e dagli Angeli. Scendiamo quindi alla Cappella centrale lunga 18 m, larga 8 m e alta 7 m; dalla volta pendono cinque lampade d’argento mentre la luce naturale è garantita da due finestre quadrate ricavate sul muro frontale, esposto ad Est. E’ presente un altare, al di sopra del quale è posizionata la statua in marmo della Madonna che porta in braccio il Bambino Gesù. Sopra le porte attraverso le quali accediamo alle due cappelle laterali c’è scritto, inciso su due lapidi in marmo, le risposte di plauso rispettivamente di Papa Paolo V in latino (1618) e dal Re di Spagna Filippo III in spagnolo (1619) quando Mons. Desquivel comunicò loro il ritrovamento delle reliquie.
Nella cappella di destra, dedicata a San Lucifero, troviamo l’altare in marmo al di sotto della quale è posizionata l’urna che contiene le ossa del santo ritrovate il 21 Giugno del 1623 in una antica chiesa e traslate il 20 Maggio 1626. Opposto all’altare c’è il mausoleo dedicato alla regina di Francia Giuseppa Maria Luigia di Savoia, morta a Londra nel Novembre del 1810 ma trasferita qui a Cagliari per suo preciso volere. Dietro il mausoleo, murato sulla parete, c’è il sarcofago al cui interno vennero tumulate le reliquie di Sant’Antioco.
La Cappella di San Saturnino fu l’ultima ad essere edificata (1620); accoglie solamente 33 nicchie ma non per questo motivo è di minore importanza: sopra l’altare si trova un sarcofago di età romana del II secolo, ritrovato nella Basilica di San Saturnino 1500 anni dopo. Per le decorazioni in basso rilievo che lo arricchiscono, è facile intuire contenesse le spoglie di una figura importante del tempo. In una nicchia rialzata al centro dell’altare è posizionata la statua in marmo del santo. Nella cappella sono presenti anche altri due sarcofaghi, uno dei quali dedicato a Carlo Emanuele di Savoia, contenenti le ossa di altri Santi Martiri.
Il monumento dedicato al discendente della Casa Savoia fu realizzato nel 1799 per ricordare l’unico figlio maschio di Maria Teresa d’Austria e di Vittorio Emanuele I Re di Sardegna, morto all’età di 3 anni a seguito di una epidemia di vaiolo.
Credo si possa concludere la descrizione del Santuario dei Martiri usando le parole di Giovanni Spano (1803-1878), canonico del Capitolo e senatore del Regno d'Italia dal 1871: «Il Santuario di Cagliari è una delle opere più meravigliose che si conoscano in questo genere. Si può dire di meritare un viaggio espressamente per visitarlo (...)…”
Gli orari di apertura del Santuario sono i medesimi della Cattedrale e possono essere visitati sempre ad accezione dei momenti in cui si svolgono le funzioni liturgiche. Durante l’hanno si celebrano diverse feste in Cripta: San Saturnino, Martiri Cagliaritani, I domenica di Quaresima, e matrimoni con poche persone.
Il Santuario e la Cattedrale sono stati tra i siti visitabili all’interno della manifestazione Monumenti Aperti svoltasi a Cagliari nel mese di Maggio del 2018, registrando la partecipazione di diverse centinaia di persone.
Antonio Obinu
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