Il mirto: la bacca mitologica simbolo della Sardegna


di Cinzia Mereu
La pianta del mirto, tipica della macchia mediterranea, è diffusissima in tutta la Sardegna. Cresce in forma cespugliosa e raggiunge sino ai due metri e mezzo d’altezza, fiorisce nel mese di giugno, mentre tra novembre e gennaio le sue bacche violacee, simili a dei mirtilli, giungono a maturazione. Da esse si ricava il più tipico dei liquori sardi, che prende il suo nome dall’omonima pianta, il Mirto di Sardegna, che dal 1998 è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole come Pat, ossia Prodotto Agroalimentare Tradizionale. La produzione di questo liquore è estesa in tutta l’isola, nasce dall’unione di quattro semplici ingredienti: le bacche, lo zucchero,l’acqua e l’alcol etilico. I tempi di preparazione vanno dai trenta ai cinquanta giorni. Le bacche ben mature vanno lasciate macerare nell’alcool per una quarantina di giorni, in seguito il prodotto ottenuto va filtrato e unito a uno sciroppo realizzato con lo zucchero e l’acqua, dopodiché  va conservato in bottiglie di vetro. Il liquore è particolarmente utilizzato per le sue proprietà digestive. La ricetta del mirto è piuttosto nota, meno noti sono le leggende e il mito a esso legate. Secondo un’antica credenza proveniente dalla Grecia una giovane ragazza di nome Myrsine, dotata di straordinarie doti atletiche, venne trasformata in una pianta di mirto dalla dea Pallade per aver superato un ragazzo in una gara di atletica. Da qui avrebbe avuto origine la tradizione ellenica di incoronare i vincitori delle prime Olimpiadi con dei ramoscelli di mirto. Nella tradizione romana con lo stesso venivano incoronati i poeti e i guerrieri trionfanti, che erano stati in grado di conseguire delle vittorie senza spargimento di sangue. Attorno a questa pianta aleggiano una serie di significati positivi, vista come segno di fecondità coronava gli sposi durante il banchetto nuziale, come augurio di una vita serena e felice. Tuttora in alcune località viene inserito qualche ramoscello di mirto all’interno dei bouquet delle spose come simbolo di buon auspicio.  

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