Michele Iannelli, psicologo clinico, psicoterapeuta e omeopata, ha tante passioni e un’amante: tra le prime, scrivere, occuparsi di teatro e il calcio. L’amante? La Sardegna, da quando venne oltre 25 anni a per tenere dei corsi sull’omeopatia a Cagliari, ci torna regolarmente. “Da voi vedo un ambiente, una luce che non ho mai visto da altre parti, pur viaggiando molto per lavoro e per diletto.” Iannelli, casertano, 62 anni, da 40 anni abita a Roma. L’ultimo viaggio, in ordine di tempo, è stato in Cina, nazione che lo ha sempre incuriosito. Un viaggio durante il quale ha visto molto, preso appunti e scambiato impressioni che gli sono servite per scrivere un libro veloce, “Il milioncino”, in omaggio a Marco Polo. Edito da DrawUp, cento pagine, dieci euro, il medico casertano racconta, tra il serio e il faceto, la sua Cina. Un ritratto corredato dalle foto di Pia, sua moglie, che lo ha accompagnato in questo suo viaggio nello spazio, nel tempo dei Ming e con qualche fermata in delle escursioni oniriche. Le cronache cinesi, raccontate con leggerezza ma non superficialità, danno un’idea della Cina. In certi casi l’autore vi ha trovato delle conferme: prima fra tutte l’importanza della medicina cinese, caposaldo curativo, di cui Iannelli è un fervente sostenitore. Sorpeese: a Shangai, città smisurata, Pechino e in altri posti, la cucina è buona. Noi che siamo abituati ai ristoranti orientali qui, ne abbiamo un concetto assai diverso. E poco positivo. Piazza Tien an men? Non è così grande, mentre l’esercito di terracotta, la grande muraglia e la città proibita, non hanno suscitato nell’autore momenti di gioia eccelsa. Nelle cronache largo spazio alle bellezze naturalistiche di una nazione che è quasi un continente (per citare, più o meno, Marcello Serra). Gli spettacoli in piazza e non. E anche un curiosità sull’ars pedatoria: secondo il professionista casertano, la Cina esploderà, nel giro di qualche anno, anche sotto il profili calcistico. Insomma, ne “Il milioncino", cento pagine, non sempre, di lodi alla Cina. Un gigante di un miliardo e 400 milioni di abitanti, anche se in luoghi poco accessibili , difficilmente l’ufficiale d’anagrafe, ha potuto lavorare e, dunque, i figli, i nipoti di Mao, dovrebbero essere ancora di più. Aggiungere altro leverebbe il gusto della curiosità. Iannelli, non è al suo primo libro. Anche se “Il milioncino" si discosta parecchio dai suoi primi lavori. Il prossimo? Uno sulla Sardegna, che lui definisce, misteriosa e affascinante.
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