Fin dagli albori della civiltà l’uomo ha sempre cercato d’interpretare i segni e i fenomeni offerti dalla natura, al fine di trarne beneficio per l’espletamento delle proprie attività. Bypassando le osservazioni riguardanti il passato remoto, ci limiteremo perciò a citare quei fenomeni climatici che ancora oggi costituiscono la guida indispensabile, e non solo fra gli anziani, per l’assunzione di qualunque iniziativa in campo agricolo. La meteorologia attuale, che può contare su rilevazioni scientifiche effettuate tramite i satelliti, poi elaborate grazie alla disponibilità di adeguate apparecchiature elettroniche, è in grado di formulare attendibili previsioni sull’andamento climatico che tuttavia, in qualche caso, restano disattese. Ciò invoglia ancora oggi molte persone ad attestarsi sulle ataviche rilevazioni dei fenomeni naturali e la loro incidenza sul clima, tramandate di generazione in generazione, attraverso pubblicazioni scientifiche e ancora oggi disponibili sul web. A tal proposito citiamo la pubblicazione “Agricoltura di Sardegna”, edita a Napoli nel 1870, nella quale l’autore Andrea Manca Dall’Arca, appartenente alla nobiltà sassarese, pur non avendo fatto un corso di studi specifico, pare sia stato il primo sardo a scrivere di agricoltura. Nella sua opera descrive le osservazioni astrali e i comportamenti degli animali, come attendibili indicatori dei fenomeni riguardanti l’andamento climatico, supporto indispensabile per lo svolgimento dell’attività agricola di quei tempi. Fra le osservazioni effettuate all’epoca, citiamo succintamente quelle riguardanti la Luna, il Sole e i Venti, poiché le più indicative.
- a) sulla luna:
- b) sul sole:
- c) sui venti:
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