di Antonio Obinu
La pandemia ha colpito duramente anche il mercato immobiliare e il tanto tempo trascorso nella propria abitazione, smart working compreso, ha cambiato gusti e necessità di “vivere la casa”.
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Michele Pireddu[/caption]
Abbiamo imparato che il posto di lavoro non è più vincolato alla presenza fisica in ufficio, ma possiamo esercitare la nostra professione anche da remoto.
La casa dovrà sempre più in futuro essere predisposta con postazioni di lavoro e di studio appositamente dedicate.
Tutto questo andrà ad incidere, negativamente, sulla richiesta di immobili da parte di lavoratori e studenti fuorisede.
Per capire meglio la situazione del mercato immobiliare a Cagliari e dintorni abbiamo incontrato Michele Pireddu, agente immobiliare impegnato nel settore delle compravendite e locazioni residenziali soprattutto in città e hinterland, operante anche nel segmento turistico riferito quasi esclusivamente a Villasimius, Chia e con alcuni contatti anche nel Nord Sardegna.
Come è cambiato in questi venti anni il “mercato del mattone” in città?
La nascita dell’Euro è stato sicuramente un evento che ha condizionato fortemente il mercato, per cui dall’oggi al domani le quotazioni degli immobili hanno subito una impennata con l’introduzione della nuova moneta: un periodo contraddistinto da tempi di vendita di pochi mesi. Nel 2008 sull’onda della crisi scoppiata negli USA ma successivamente arrivata anche in Europa e quindi in Italia, il mercato è quasi crollato in brevissimo tempo. Come conseguenza sono cresciute le rate dei mutui per cui una fetta di potenziali clienti è stata costretta a rinunciare all’acquisto della casa.
Qual è la situazione attuale?
Negli anni post crisi i prezzi sono calmierati però ancora troppo alti per la richiesta del periodo, per cui domanda e offerta si incontrano con estrema difficoltà; in questo scenario lo scoppia della pandemia dovuta al Coronavirus ha acuito tutte le difficoltà del settore. Fa eccezione il mercato turistico che, complici le riaperture dei periodi estivi, non ha risentito eccessivamente dei problemi legati al Covid, grazie soprattutto alla domanda trainata dai turisti italiani capace di far fronte al mancato arrivo di vacanzieri stranieri.
È possibile fare delle previsioni a breve e medio termine?
Da quello che ad oggi è stato possibile vedere per il prossimo quinquennio è prevista la ripresa del mercato. Volendo fare una stima dei prezzi al metro quadro in città, attualmente oscillano tra i 1500 e i 1800 Euro “per un economico usato da ristrutturare”; servono invece dai 1900 ai 2200 Euro per un appartamento che richiede pochi interventi di manutenzione o comunque ristrutturato da poco. Per “il nuovo” partiamo dai 2500 ai 2800 Euro per arrivare sino ai 3500. La zona più cara in assoluto è “quella di Bonaria” ma anche San Benedetto, “cuore commerciale della città, è per questo motivo molto ambita. Qui i tempi di vendita sono relativamente brevi”. Ancora: un trivano da ristrutturare zona via Cadello lo si acquista intorno ai 130 mila Euro. Riguardo l’hinterland abbiamo Elmas dove “un appartamento da ristrutturare costa tra i 1300/1500 €/mq, con prezzi simili a quelli della zona di Sant’Avendrace”. A Quartu, Monserrato e Selargius si può comprare dai 1300/1500 €/mq a salire; hanno un mercato simile perché “chi guida è sempre Cagliari”.
A conclusione della nostra chiacchierata, quali consiglieresti daresti a chi vuole intraprendere la professione di agente immobiliare?
Il consiglio che mi sento di dare è sempre quello di mantenere l’entusiasmo che si ha il primo giorno di lavoro o la prima volta che “chiudiamo il primo contratto”. All’inizio le difficoltà sono tante, ma una volta che si riesce a conquistare il proprio spazio allora arrivano le soddisfazioni, non solo da un punto di vista economico ma anche e soprattutto professionali.
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