Il medico di base: un lavoro sempre più complesso


di Eleonora Malloci
  Spesso ci chiediamo del perché il nostro medico di base ci risponda tardi o non ci risponda proprio e del perché dobbiamo fare file interminabili per una ricetta. La risposta non è così semplice come appare, oltre a essere stati sommersi dal lavoro estenuante di questi tre anni a causa del Covid 19, si sono trovati a dover affrontare la crisi di personale specializzato in medicina generale con cui dividersi in maniera omogenea i pazienti. Infatti solo nella nostra realtà del Medio Campidano sono andati in pensione moltissimi medici, da Lunamatrona a Sanluri a Pabillonis lasciando per alcuni mesi i posti vacanti e creando non pochi disagi a moltissimi paesi, tanto che l'Assl è stata costretta a richiamare alcuni medici in pensione. Questa è una realtà molto più estesa, infatti in Italia sono andati in pensione il 9% dei medici di base ciò significa che si dovrà affrontare una vera e propria crisi del settore, sempre meno ragazzi scelgono la specializzazione in medicina generale e tra cinque anni, secondo alcune stime, ci troveremo completamente a corto di queste figure. Nell' università di Cagliari pochissimi ragazzi hanno scelto la branca di medicina generale nell’ultimo anno. Sono dati preoccupanti, visto l’importanza della figura del medico di base nella nostra quotidianità. Per questo motivo ci si sta muovendo all'interno degli atenei compresa l'Università di Cagliari con dei convegni sul tema per cercare di sensibilizzare i ragazzi. In parlamento è stato proposto un progetto di legge dalla senatrice Laura Boldrini che vuole cercare di superare il divario tra laurea e specializzazione cercando di sostenere i medici specializzandi, con nuove tutele e un contratto di lavoro più adeguato sia a livello economico che giuridico, estendendo queste tutele anche a chi frequenta corsi regionali di formazione specifica di medicina generale e cure primarie.

© Riproduzione riservata