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Il monolite nella piazza San Giovanni[/caption]
I "ragazzi della classe ‘70" di Pabillonis hanno donato alla comunità un grosso masso di cobalto che è stato posizionato nella piazza San Giovani, in prossimità della chiesa omonima.
Alla cerimonia, oltre ai cinquantenni, capeggiati dal presidente Marco Zurru, erano presenti il sindaco Riccardo Sanna e l'assessore Marco Sanna.
Il comitato di San Giovanni Battista ha voluto farne dono al paese in onore di San Giovanni Battista che non si è avuto modo di fare i festeggiamenti per via delle restrizioni per il Covid.
I "giovani del ‘70", infatti, si sarebbero dovuti occupare di organizzare le festività religiose, in collaborazione con il parroco don Luca Pittau, e di quelle civili, per ben due volte, ossia il ventiquattro giugno, in cui è consuetudine celebrare la natività del santo e il ventinove agosto in cui ricorre la morte del Santo.
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Anna Frongia[/caption]
«Il progetto è stato possibile realizzarlo», riferisce Carla Grussu, segretaria del comitato, «grazie a una grande rete di volontariato, che ha messo dedicato tempo e competenze professionali. Tra questi il carpentiere Jonny Cara, che ha messo a disposizione il suo capannone per la lavorazione e gli automezzi per il trasporto della pietra, Giancarlo Loi che ha eseguito lo scavo e la messa in sicurezza della pietra, Isabella Pisanu che ha realizzato le pietre personalizzate con i nomi di tutti i cinquantenni e posizionate ai piedi del mielite. Marco Zurru ha gestito la parte burocratica ed economica per realizzare il progetto. Un apporto indispensabile lo hanno dato gli autisti della “131 Trasporti”, di cui Carla Grussu è titolare, Massimo Porcu, Tore Angiargiu e Tore Zuddas, per le lavorazioni sulla pietra. «Io», afferma la segretaria del comitato, «mi sono occupata di procurare la pietra e ho messo a disposizione gli autisti della mia ditta per raggiungere l’obiettivo che il comitato si era prefisso: donare un mielite ai pabillonis da posizionare nella piazza San Giovanni».
«Sono molto contento del risultato», sostiene il presidente Marco Zurru, «Abbiamo lavorato insieme per un progetto comune. È stato bello incontrarsi. Con alcuni erano tantissimi anni che non ci vedevamo o ci eravamo persi di vista. Ci siamo proposti di creare nuove occasioni di incontro anche per il futuro». «Avrei gradito», prosegue il presidente, «una maggiore partecipazione dei membri del Comitato, ma sono felice del grande impegno di quelli che hanno contribuito e partecipato perché l'hanno fatto con il cuore». «Il primo novembre, alle dieci», conclude Marco Zurru, «nella parrocchia della Beata Vergine della Neve sarà celebrata una messa in suffragio dei nostri coetanei Claudio Colombo, Sabrina Lai, Giovanni Fanari, Marco Matta, che rimarranno sempre nei nostri pensieri insieme ai più teneri ricordi.
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