“In Sardegna con Matteo” progetto fortemente voluto con impegno e determinazione da Federica Laneri, lombarda di Voghera, docente, naturopata e componente dell’associazione di Matteo Gamerro “Si può fare”, amante della Sardegna e in particolare della Costa Verde. Il progetto che prevede sette appuntamenti, dall’8 al 14 ottobre, sta percorrendo ì sentieri del Cammino di Nostra Signora di Bonaria, nel terralbese e del Cammino Minerario di Santa Barbara, nel guspinese-arburese-iglesiente. [caption id="attachment_141234" align="alignnone" width="750"]
Federica Laneri, Giuseppe De Fanti, Matteo Gamerro e la mamma (foto M. Onidi)[/caption]
Sette tappe, con partenza l'8 ottobre da Terralba che successivamente hanno toccato: il 9 Marceddi; il 10 da Portu Maga a Piscinas, Ingurtosu e Pozzo Gal; L' 11 ottobre la carovana , con Matteo in testa, accompagnato da mamma e papa, da Federica Laneri, ideatrice e organizzatrice del viaggio, e dai suoi “angeli custodi” è arrivata a Guspini, dove, tra due ali di folla festanti è stata accolta dal sindaco Giuseppe De Fanti che ha consegnato a Matteo le credenziali del Cammino di Santa Barbara. Tante anche le associazioni e società sportive che hanno accompagnato la carovana alla Miniera di Montevecchio, percorrendo il sentiero dei minatori (Cammino di S. Barbara)), scortata dalle staffette della Protezione Civile Gentilis.
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sentiero dei minatori (foto M. Onidi)[/caption]
Nel pomeriggio visita alla miniera e al borgo minerario.
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foto Gianni Piccioni Matta[/caption]
La sera, al Mulino Garau, presente l’assessora alla cultura Francesca Tuveri e un numeroso pubblico è stato proiettato il docufilm che racconta la storia di Matteo cui ha fatto seguito la cena.
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Federica Laneri, Matteo Gamerro, il papà e Francesca Tuveri (foto Gianni Piccioni Matta)[/caption]
Domenica 12, partenza della carovana da Guspini per Arbus attraversando il sentiero della pineta.
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percorso per Arbus - pineta di Guspini /foto M. Onidi)[/caption]
Al passo Genna’e Frongia, “passaggio di consegna” alla cittadinanza di Arbus che aspettava l’arrivo di Matteo.
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Genna'e Frongia (foto M. Onidi)[/caption]
A Federica Laneri abbiamo chiesto perché la scelta del viaggio nella zona del terralbese, guspinese, arburese e iglesiente?
«Perché sono arrivata qui 18 anni fa per lavoro e in questi 18 anni ho avuto una grande trasformazione. Questo territorio l’ho conosciuto in diverse sfaccettature e ho capito che c’erano tanti talenti sia nell’ambiente, nel territorio, nelle vostre tradizioni, nell’aspetto enogastronomico che non sono valorizzati a sufficienza. Avevo già provato un’altra volta ma per questo ho trovato un grande stimolo a proporre questo cammino all’associazione “Si può fare” di Matteo che ho conosciuto l’anno scorso a novembre, a scuola mentre stavo facendo anche il TFA per la disabilità. Ho proposto a Matteo due cose: mettere a sua disposizione delle mie risorse e se lui voleva che io facessi la tesi sulla sua storia. L’ho proposta alla Università link di Roma. È piaciuto molto il lavoro che ho fatto e abbiamo portato Matteo a Roma alla Unilink, dando dimostrazione che quello che è stato il lavoro si è concretizzato. Successivamente ho portato Matteo in carcere a Voghera. La disabilità non ci può fermare è il messaggio che Matteo vuole dare.» precisa Federica Laneri.
«” Il cammino di Matteo”, il modo in cui Matteo ha trovato un’altra forma per viaggiare, secondo me è condivisibile da tutti, insegna tanto a tutti e anche un modo per vivere il territorio in modo diverso per farsi sentire più uniti, collaborativi, dai ragazzi fino alle persone anziane perché ci guardiamo attorno e ci sono tutti, ci sono i bambini, ci sono i ragazzi, ci sono gli adulti e ci sono gli anziani. Tutti vogliono dare qualcosa e magari in un altro momento, se non avessimo fatto questa cosa non sarebbe venuta fuori. Ringrazio me stessa quel giorno di aver avuto la forza di tirar fuori queste due idee e di averle proposte subito a Matteo. Il giorno che gli ho proposto se avesse voluto fare il cammino in Sardegna mi ha scritto sul suo comunicatore “per me non ci sono problemi”. Questo per me è stato un grande patto che non ho voluto assolutamente non rispettare. Ho voluto dedicare le mie vacanze estive alla realizzazione di questo progetto. Devo anche dire che ho incontrato tantissime persone fantastiche. Tutto questo ha arricchito me, ha arricchito gli altri, ha arricchito Matteo. Siamo ancora in viaggio, quindi chi vuole seguirci saremo ben lieti abbracciarlo» ribadisce l’organizzatrice del viaggio in Sardegna.
Il programma proseguirà domenica pomeriggio con la visita al Museo Corda con proiezione del docufilm. Lunedì 13, “In viaggio con Matteo in Sardegna” proseguirà con l’arrivo a Nebida con visita a Masua e miniera di Porto Flavia. Martedì 14 ottobre, conclusione del lungo viaggio di Matteo e del suo team a Torre dei Corsari per i saluti con gli amici che hanno voluto condividere questa bellissima esperienza e lezione di vita che Matteo, i genitori, “gli angeli custodi e l’instancabile Federica Laneri hanno voluto regalare a tutti.
Chi è Matteo Gamerro
Matteo Gamerro, ingegnere quarantasettenne originario di Barone Canavese, in provincia di Torino, convive da ben 27 anni con la sclerosi multipla. Nonostante la malattia, ha scelto di trasformare la propria condizione in una testimonianza di resilienza e speranza, intraprendendo un percorso che unisce coraggio, inclusione e spirito comunitario. Grazie a un puntatore oculare, comunica attraverso il computer e i social, rendendo la sua voce presente e attiva. Nel tempo, Matteo ha compiuto numerosi cammini, tra cui il Cammino di Santiago e quello di San Michele. Le sue straordinarie esperienze sono narrate in un docufilm che accompagna i suoi viaggi, durante i quali viene trasportato su una joelette da un gruppo di volontari, i suoi “Angeli custodi”.
Il sito e l’Associazione
“Si Può Fare”. Sì, perché anche un cammino per uno che non muove un passo già da qualche anno, si può fare! E se io posso riuscirci, tutti possono fare grandi cose vincendo la paura e il pudore di manifestare le proprie fragilità (dal suo sito “Si può fare con Matteo”: Matteo chi?).
"L’associazione “Si può fare con Matteo Gamerro” ha l’obiettivo di “Seminare forza affinché nessuno smetta di credere nella felicità” attraverso l’organizzazione di iniziative e programmi volti a: favorire la promozione culturale e l’inclusione sociale, favorire l’aggregazione, la cooperazione e la condivisione di esperienze in una logica di crescita evolutiva dimostrare che, nonostante la malattia o la disabilità, la vita è sempre degna di essere vissuta. A tale scopo l’Associazione si propone di promuovere iniziative di sensibilizzazione e testimonianza.
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