L’edificio che accoglie il Museo Mura - la cui progettazione ha visto impegnati, insieme l’architetto Fabrizio Felici, il perito edile Vincenco Melis, l’operatrice culturale Katerina Nastopoulou e tutto il gruppo dell’Associazione Abbicultura, in stretta collaborazione con l’Amministrazione - risale a fine Ottocento e ospitava originariamente la vecchia sede del Comune. Il nucleo primario della collezione è costituito dalle opere provenienti dal Comune di Aritzo e dalla parrocchia di San Michele Arcangelo; a queste si uniscono quelle provenienti da raccolte private, che i proprietari hanno generosamente messo a disposizione della nuova istituzione. La collezione, anche grazie alla disponibilità degli eredi dell’artista, verrà progressivamente arricchita, sia per quanto riguarda la parte pittorica, sia per quanto riguarda le testimonianze dell’attività grafica di Mura. Sono previste, inoltre, mostre temporanee ed attività finalizzate ad un coinvolgimento continuo dei fruitori e al rafforzamento di una rete in continua evoluzione, aperta ai territori circostanti, a raccolte e siti di interesse pubblico e privato.
Il progetto, oltre al suo aspetto materiale, incarna un profondo valore emotivo e immateriale, a dimostrazione del fatto che la volontà di un’intera comunità e una programmazione chiara e lungimirante possono garantire alla cultura un ruolo di primaria importanza nel processo di valorizzazione di un territorio con grandi potenzialità di sviluppo. Un esempio concreto del valore della partecipazione nei principali processi di trasformazione del patrimonio locale. «Grande soddisfazione da parte dell'amministrazione comunale», afferma il sindaco Gualtiero Mameli, «che vede così realizzato uno dei punti più qualificanti del programma elettorale. Valorizzare l'opera e la figura del nostro illustre concittadino era un impegno che abbiamo preso e portato avanti con determinazione. Il nuovo spazio si aggiunge a un sistema museale che comprende il museo etnografico, La casa Devilla e le vecchie carceri spagnole».
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