Carmine Piras[/caption]
Tra le diverse tecniche millenarie verrà evidenziata quella della “fusione a staffa” per la realizzazione di manufatti di bronzo come spada, ascia e scalpello. Manufatti metallici riscontrabili attraverso le testimonianze dei reperti rinvenuti e che oggi rivivono grazie alla conoscenza tecnica e pratica, al “mestiere” e alla straordinaria esperienza del Maestro Piras (originario di Tadasuni, residente a Oristano) e dei suoi storici collaboratori e Maestri, esperti di fusione dei metalli, Armando Muggiri (originario di Nurri, residente a Serramanna) e Augusto Masia (Cagliari).
Interverranno i Maestri Carmine Piras, Armando Muggiri e Augusto Masia, i fratelli Simone e Claudio Ollanu - progetto Perdas Novas, Ing. Angelo Saba - progetto Perdas Novas.
La partecipazione al laboratorio “La fusione dei metalli” di sabato 18 maggio è aperta al pubblico e gratuita.
Il giorno prima invece, in occasione della seconda parte dell’evento “Collaborazioni creative 2024” sul tema della sinergia e della contaminazione tra Architettura, Archeologia e Astronomia organizzato dalle socie di AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti) in collaborazione con l’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, che dopo la prima tappa della mattina a Barumini proseguirà nel pomeriggio a Is Perdas (Gergei), si terrà il laboratorio promosso e organizzato da Perdas Novas “Dalla pianta alla corda” sempre nel cantiere di archeologia sperimentale: un momento importante inerente la realizzazione del processo arcaico dell’intreccio della struttura della corda. Partendo dalle tipologie di erbe e piante, fino alla raccolta e alle successive lavorazioni verrà mostrato alle ospiti AIDIA l’intricato processo di realizzazione con i metodi antichi delle corde, utili nel processo di costruzione dei nuraghi e non solo, inserito nel contesto del “Progetto Nuraghe” che verrà introdotto alle partecipanti dall’Arch. Beatrice Auguadro di Perdas Novas.
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Claudio e Simone Ollanu[/caption]
Il laboratorio sulla realizzazione con metodi arcaici delle corde viene proposto per la prima volta in occasione della visita dell’Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti in Sardegna e vedrà la partecipazione nella sede di Is Perdas di cinquanta socie provenienti da diverse parti d’Italia e la presenza della Presidente Onoraria, la Prof. Ing. Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano, consulente scientifica per le missioni aerospaziali della NASA, dell’ASI e dell’ESA, nota come “la Signora delle Comete”. Intervengono: il Maestro Carmine Piras; Ing. Amalia Ercoli Finzi – Presidente onorario di AIDIA; Arch. Beatrice Auguadro – progetto Perdas Novas; Arch.go Nicola Dessì – progetto Perdas Novas e Dott. Lucio Pascarelli – EX Dirigente ONU.
“Siamo onorati di poter ospitare venerdì nel nostro cantiere di archeologia sperimentale e antropologico l’associazione AIDIA e una donna straordinaria come la Prof. Ing. Amalia Ercoli Finzi. Un momento importante di scambio e di confronto a Is Perdas con tante professioniste del mondo dell’ingegneria e dell’architettura sui temi della specificità della Sardegna con l’obiettivo comune di contribuire a diffondere la conoscenza della civiltà nuragica, anche fuori dall’isola. La visita al cantiere archeo-sperimentale sarà l’occasione per presentare alle socie di AIDIA il “Progetto Nuraghe” e tutto il complesso contesto tecnico-scientifico che vi ruota intorno e che coinvolge tante figure professionali del mondo scientifico, tecnico e accademico - spiega Simone Ollanu, presidente dell’associazione culturale Perdas Novas - Attraverso questi momenti laboratoriali che ci portano indietro nel tempo di migliaia di anni preserviamo la memoria storica per trasmettere i saperi e le competenze, per non dimenticare la maestria di chi ci ha preceduto e per poter contribuire alla divulgazione della nostra storia, delle nostre radici, della nostra identità”.
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