I “Ricordi giovanili” di Fra Lorenzo da Sardara


di Antonio Obinu I ricordi sulla vita di Fra Lorenzo da Sardara si arricchiscono di un nuovo capitolo con la pubblicazione dell’ultimo lavoro curato da Loredana Rosso e da Padre Giovanni Atzori: II Quaderno di scritti inediti, Ricordi Giovanili, Pubblicazioni Archivio Fra Lorenzo, presentato nel convento dei Frati Cappuccini a Cagliari davanti ad un numeroso pubblico. Così come spiegato dal nipote Francesco Sedda presidente Archivio San Lorenzo relatore della serata e autore dell’introduzione, il libro nasce da dodici fogli di recupero senza titolo scritti di pugno dal frate di Sardara nel 1985 dove racconta gli episodi più significativi della sua vita, dalla nascita sino al rientro a Cagliari nel 1947 dopo gli anni della prima formazione religiosa. Questi racconti sono stati integrati con le lettere indirizzate nel medesimo periodo ai genitori, la prima del 1936, inserite nel loro contesto temporale quasi ad accompagnarne la narrazione. Sono presenti anche alcuni documenti delle pagine di cronaca del convento di Fiuggi riferiti ai primi anni della sua permanenza. Queste cronache sono anche le uniche parole presenti nel libro che non sono state scritte da Fra Lorenzo. I motivi che spinsero il frate a riordinare i suoi ricordi non sono ancora stati chiariti, di certo si sa che il 1985 fu un anno importante della vita del religioso di Sardara: erano infatti trascorsi i primi dieci anni di permanenza a Monte Arcuentu dove ogni anno si recava per circa un mese trascorrendo le sue giornate in preghiera e meditazione nel cercare il legame con la natura e con Dio ma neppure ad una attenta lettura si riesce a darne spiegazione. [caption id="attachment_40356" align="alignleft" width="500"] Francesco Sedda e padre Filippo Betzu[/caption] Con Francesco Sedda era presente padre Filippo Betzu, nuovo Ministro Provinciale; il padre cappuccino ebbe modo di conoscere Fra Lorenzo testimoniandone “l’attenzione e la delicatezza che dedicava alle persone che lo avvicinavano allo scopo di cercare conforto nelle sue parole o semplicemente per salutarlo: ascoltava tutti pazientemente, dedicandogli il tempo che questi richiedevano senza mai stancarsi e/o interromperli mentre confidavano le loro sofferenze”. Durante gli interventi dei due relatori sono state lette dalla voce narrante di Michele Fanunza alcune delle lettere che ritroviamo nel libro. Presenti tra il pubblico tante donne e tanti uomini intervenuti per raccontare come hanno conosciuto Fra Lorenzo, tutti concordi a definirla una straordinaria esperienza nonostante il più delle volte sia stata vissuta in periodi non semplici della loro vita. A tal proposito si invitano le persone che hanno avuto la fortuna di frequentarlo seppure sporadicamente negli anni cinquanta e sessanta, mettersi in contatto telefonicamente oppure per posta elettronica con il periodico mensile dei Padri Cappuccini Voce serafica oppure Archivio Fra Lorenzo allo scopo di raccontare le loro sensazioni affinché non vadano perse. La serata si è conclusa con un arrivederci al 17 maggio a Sardara, nel salone Cottolengo fronte Piazzale Sant’Antonio e sede dell’Associazione amici di Fra Lorenzo, quando alla presenza di monsignor Corrado Melis, Vescovo di Ozieri, che ha curato la presentazione del libro e delle autorità cittadine sarà inaugurata una mostra di oggetti e di ricordi del frate.

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