I guspinesi e gli scacchi: passione mai sopita


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>L'interesse per il gioco degli scacchi, che ha origini molto lontane (si parla del VI sec. d.c.), a Guspini, è sempre stato notevole, come ricorda un articolo pubblicato sul nostro giornale nell’aprile 2005, a firma di Evaristo Puxeddu che per molti anni ha collaborato con la Gazzetta. Sfogliando l'albo dei ricordi, ascoltando le testimonianze di chi quei momenti li ha vissuti in prima persona, riaffiorano eventi che hanno fatto di Guspini, un importante centro in campo scacchistico. Ancora prima degli anni ‘80, nell’ex centro minerario, era molto attivo un gruppo di appassionati del gioco degli scacchi, si giocava nei bar storici di Nino Cocco in via Carducci, di Carlo Manca in via S. Maria e presso il mitico bar Florida di Tore Zara in via Matteotti. La febbre per questo gioco cresce e con essa anche il numero dei giocatori, nascono le giovani promesse come Cicci Parisi e Francesco Vaccargiu. "Un torneo di scacchi che ha lasciato il segno" era il titolo dell'articolo di Evaristo Puxeddu, di cui ho fatto cenno poc'anzi e del quale con molto piacere ne riporto fedelmente alcune parti con un duplice intento: ricreare quell'atmosfera per far rivivere quei momenti lontani ormai oltre trent'anni e al tempo stesso ricordare quel gruppo di giocatori, molti dei quali non sono più fra noi fisicamente ma che hanno lasciato in coloro che abbiamo avuto il piacere  e l'onore di conoscerli, ricordi indelebili nelle nostre memorie. Mi riferisco in particolare a Nino Cirina e a Rolando Ruggeri. Tornando al già citato articolo del 2005 "Vent'anni fa al Florida, si tenne un'iniziativa inconsueta e unica. Grazie ad un gruppo di guspinesi appassionati di scacchi che, per la prima volta, ebbero modo di cimentarsi nientemeno con una decina di tecnici sovietici, giunti alla Snia di Villacidro. Così, nacque il primo storico gemellaggio fra la nostra cittadina e la città di Novopolotsk (Russia Bianca). E si formò un circolo scacchistico. Quindi poter giocare contro un gruppo di amatori sovietici, diventò un progetto allettante, condiviso da tutti. Anche dalla Giunta Comunale, guidata nel 1985 dal sindaco Salvatore Angius e dagli assessori Marco Paolo Ariu, Silvio Mancosu, Rossana Marras, Giovanni Battista Patteri, Antonio Seruis e Sergio Tocco. Parisi lanciò l'idea, Tore Zara rese disponibile il locale, il Comune fece stampare i manifesti da affiggere nel paese, fece una festa in biblioteca, propose alla fine il "gemellaggio" al Capo Delegazione Sovietica. Ma, per poter iniziare, un'altra delegazione di guspinesi avevano preso contatto con i sovietici, all'albergo Italia. Quattro di loro accettarono di confrontarsi con otto giocatori guspinesi disponibili. L'originale torneo si svolse dal 18 al 20 giugno 1985. Così Marino Piras, Antonello Serpi, Evaristo Puxeddu, Nino Cirina, Cicci Parisi, Francesco Vaccargiu, Rolando Ruggeri e Lino Urru, si trovarono di fronte Kornukov, Scevtson, Fedchenko ed Atraschnok. E, fra la meraviglia dei piccoli gruppi di curiosi accorsi al Florida, che fu per molti anni un luogo di feste da ballo frequentatissimo, riuscirono a vincere col punteggio di "cinque a tre". I russi offrirono una grande cena in albergo, a base di caviale e vodka. La musica fi assicurata dall'immancabile Marco Piga. Le immagini dal cameraman Antonello Cocco. Due anni dopo, grazie a Tore Zara e Cicci Parisi, nasceva a Guspini, il circolo scacchistico guspinese, con lo scopo di propagandare e incrementare il gioco degli scacchi, inteso come mezzo di formazione intellettuale e morale. Che durò per qualche tempo. Ma che sarebbe bello rivedere". Quello di cui abbiamo parlato fin qui, si riferisce al passato. In questi anni a Guspini, si è continuato a giocare e oggi, grazie alle attività culturali/ricreative fortemente volute dal gruppo dirigente dell'Auser locale ma soprattutto grazie alla disponibilità e alle straordinarie conoscenze del gioco degli scacchi da parte degli inossidabili Cicci Parisi, Tore Zara e Gian Franco Garau, sicuramente fra i più quotati giocatori del circondario, riesplode ancora con più forza ed entusiasmo, l'interesse per questa disciplina sportiva che alcuni non esitano a definire, a ragione, una scienza. Anche il nostro linguaggio comune, è stato influenzato da espressioni usate nello scacchiere: arroccare; tenere sotto scacco; fare scacco matto. La locomotiva Auser ancora una volta si è messa in moto, coinvolgendo un folto gruppo di associati e non, che hanno manifestato molto interesse per questo nobile gioco e che sicuramente, al termine delle 10 lezioni previste, tenute dai "maestri" più volte menzionati: Parisi, Zara e Garau, sapranno continuare e sviluppare ulteriormente le loro conoscenze in questo che non è solo un passatempo. Maurizio Onidi

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