Articolo pubblicato ne La Gazzetta del Medio Campidano del 24.5.2002
di Lorenzo Di Biase
Sabato 11 maggio 2002, nella sala del Monte Granatico a Guspini, si è svolta la manifestazione, organizzata dalla Congregazione dei Testimoni di Geova, sulla persecuzione di cui essi furono oggetto durante il regime nazista. La sala gremita di persone è stata la risposta che la comunità guspinese ha dato a questa pagina della storia, che viene considerata da molti il periodo più buio per le efferatezze che la dittatura nazista perpetro ai danni dell’Umanità. La mostra fotografica, il convegno, il filmato che è stato proiettato hanno avuto, come scopo principale, l’obiettivo di non dimenticare, portando alla conoscenza dei cittadini che anche i testimoni di Geova furono perseguitati dai regimi nazista e fascista. Essi vennero mandati al confino, deportati in diecimila nei diversi campi di concentramento perché rifiutarono di aderire al regime.
Nei lager nazisti loro erano ben identificabili per il loro distintivo: un triangolo di stoffa di color viola. Nella storia della deportazione l’aspetto singolare è che i Testimoni di Geova avrebbero potuto riconquistare la libertà dai campi di concentramento nazisti, sottoscrivendo una lettera di abiura con la quale rinunciavano alla fede religiosa. Ma saldi e coerenti con le loro convinzioni, i Testimoni di Geova accettarono la loro sorte e circa 2.000 di loro trovarono la morte nei lager nazisti. La manifestazione è stata aperta dal sindaco di Guspini Tarcisio Agus che ha ringraziato gli organizzatori per aver portato anche a Guspini questa mostra itinerante consentendo così ai concittadini di potersi documentare sulle atrocità commesse durante il secondo conflitto. Poi la parola è passata ai due relatori dell’incontro che hanno tracciato, anche se in linee generali, il profilo storico della Germania di quelli anni.
Il primo intervento è stato tenuto dal presidente dell’A.N.P.P.I.A. di Guspini prof. Lorenzo Di Biase che, nella sua lunga ed articolata relazione, ha posto in evidenza come fossero presenti, nella Germania degli anni ‘30 molti di quei segnali che dopo alcuni anni avrebbero permesso l’instaurarsi della dittatura nazista. Alcuni di quei segnali, ha detto il Di Biase, hanno radici profonde, ad esempio: il Nibelungen Lied, ai déi pagani, alla mistica del sangue, ai grandi pensatori del 1800 (Goethe, Kant, Liebniz, schiller), oppure a J.Fiche, Hegel, F.Nietzsche per l’esaltazione del superuomo, Il “Saggio sull’ineguaglianza della razza”, il libro di Hitler “Mein Kampf”. Puntuale e preciso la parte dell’intervento dedicato alla situazione economica assai catastrofica della Germania di quegli anni. Tutto ciò facilitò enormemente l’instaurarsi del regime. Anche la relazione del prof. Giovanni Battista Mallica ha posto l’accento sulle stesse tematiche del primo relatore evidenziando il particolare momento storico della Germania. Di notevole interesse è stata la testimonianza dell’ex deportato signor Rocco Refolo, che nel 1944 venne rastrellato in una via di Milano e deportato nel lager di Mauthausen dove rimase sino alla fine della guerra. Di quei giorni ricorda il lavoro che svolgeva, la fame che ha patito e le sevizie che ha visto e subito.
Il racconto è stato toccante e commovente. Una giornata questa per non dimenticare e per far sì che episodi come questi l’umanità non debba conoscerne più.
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