Il retablo di Pietro Cavaro è un dipinto in stile classico messo a punto sotto commissione di un allora feudatario, Salvatore Aymerich, che ne chiese la sua realizzazione in segno di ringraziamento a Dio per essere riuscito ad avere un erede, dopo averlo desiderato a lungo. L’opera è stata l’effigie dell’altare della chiesa parrocchiale sino agli inizi del 1700, anni in cui si decise di spostarlo per sostituirlo con uno tutto nuovo in marmo. Il dipinto, tuttavia, non venne dimenticato: fu infatti collocato nella parete retrostante al nuovo altare per volere della famiglia Murgia e di alcuni nobili dell’epoca preservandolo da un suo abbandono.
A metà degli anni ’80 la Sovrintendenza premette perché il retablo, dato il suo grande valore artistico, tornasse nella sua posizione originaria come altare della chiesa, pena il trasferimento della stessa opera in un museo d’arte cagliaritano; per evitare tale ipotesi, il dipinto venne prima restaurato e poi, i primi mesi del 1990, ricollocato dinanzi all’altare in marmo restituendogli quella visibilità toltagli quasi trecento anni prima. Nonostante ciò e di pari passo a una riscoperta dello stesso dipinto anche al di fuori dei confini villamaresi, le amministrazioni comunali che si sono succedute in quasi trent’anni dalla sua “riesumazione”, hanno fatto ben poco perché si desse un impulso significativo al richiamo di visitatori. Al momento infatti, fatte salve le tre edizioni di “Monumenti aperti” sin qui svolte, per i turisti che vogliono ammirare quest’opera occorre affidarsi a qualche volontario del paese appassionato di storia capace di fare da guida per spiegarne le peculiarità artistiche.
Qualche anno fa, Antonio Sanna, appassionato di storia locale e sempre attento alle vicissitudini dei beni storici del paese, lamentò come fosse necessario fare di più per questo gioiello artistico visto che simili opere di altri paesi fossero, invece, capaci di attrarre molti più turisti. «Per ammirare il retablo di Ardara – sottolineava Sanna – si contano ogni anno quasi venti mila visitatori; un esempio che ci fa capire come si potrebbero raggiungere buoni numeri con una migliore pianificazione turistica». Eppure, a distanza di qualche anno da quel monito, qualcosa si muove o almeno, stando agli intenti, si sta cercando di imprimere una svolta in tal senso: a dirlo è Fernando Cuccu, sindaco di Villamar: «Il nuovo finanziamento regionale di circa 1 milione di euro, necessario per rendere fruibile la necropoli punica, apre nuovi scenari al paese in chiave turistica: in questo contesto tutto nuovo potremo immaginare di pianificare, attorno alla necropoli stessa, un percorso a misura di turista dove venga agevolata l’accessibilità alla chiesa parrocchiale e quindi alla possibilità di ammirare il retablo. Teniamo al vaglio, inoltre, la possibilità di programmare una sorta di circuito artistico con gli altri paesi del territorio che hanno fra i loro beni artistici anche dei retabli di prestigio: tuttavia, perché la cosa si realizzi, molto dipenderà dalle sinergie che tutti i paesi del territorio sapranno mettere in campo».
Simone Muscas
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