La richiesta di referendum nata con la costituzione della Provincia Sud Sardegna ha perso il significato originario.
Francesca Tuveri: "sul 6° quesito referendario il mio consiglio è di votare No. I guspinesi dovrebbero votare No. Il nostro posto naturale è sul territorio del Medio Campidano, non altrove!"
di Fulvio Tocco
Francesca Tuveri e le ragioni del NO. 6° quesito referendario: nel Comune di Guspini si vota anche per la scelta della Provincia. In questi giorni più cittadini/e di Guspini hanno manifestato una certa incredulità di fronte alla notizia del 6° quesito referendario sulla scelta della Provincia: “Volete voi che il Comune di Guspini si distacchi dalla Provincia del Medio Campidano? Sul tema ecco la posizione di Francesca Tuveri assessora Pubblica Istruzione, Cultura, Beni Culturali, Turismo del comune di Guspini. “L'accorpamento del Referendum locale agli altri 5 quesiti di provenienza nazionale è stato comunicato da circa un mese. Il quesito sul quale la popolazione di Guspini è chiamata a esprimersi nasce dalla raccolta firme portata avanti da un Comitato promotore (poi ufficializzata nel 2021 in sede di Consiglio Comunale) che contestava, fondamentalmente, il ruolo periferico in cui il nostro territorio sarebbe scivolato anche "grazie" all'estensione della provincia del Sud Sardegna. Nel 2021 il Consiglio si espresse in maggioranza (non all'unanimità!) a favore del Referendum perché fossero i cittadini/e a decidere la scelta: restare nella provincia del Sud Sardegna oppure traslocare in quella di Oristano? Nel frattempo però, in sede regionale, è stata riproposta la provincia del Medio Campidano per cui ora i cittadini, con questa modifica, sono chiamati ad esprimersi su questo quesito: “Volete voi che il Comune di Guspini si distacchi dalla Provincia del Medio Campidano?” …venendo a cadere il presupposto a suo tempo reclamato dai secessionisti. “Per quanto mi riguarda, dal 2021, la mia posizione non è cambiata: sono contraria. Consiglio quindi di votare NO e dunque di restare nella provincia del Medio Campidano per una serie di motivi: l'appartenenza - storica - al sistema territoriale del Linas e Medio Campidano attraverso servizi/progetti/enti importanti (dal Plus all'Unione del Comuni, dal Gal al Sistema bibliotecario, etc); la comunanza (e memoria collettiva); socioculturale e politico-economica, pur nelle diversità; la convinzione che non sia "il Medio Campidano” il problema, semmai il progressivo impoverimento di tutti gli enti intermedi per cui oggi, le Province, sono scatole semivuote di risorse finanziarie e umane. Il depotenziamento degli enti intermedi ha lasciato le Province in una posizione di grande difficoltà, con risorse sempre più ridotte e capacità operative limitate. Questo impoverimento, è vero, ha effetti diretti sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini e sulla capacità di pianificare strategie a lungo termine per cui il nostro Comune potrebbe essere utile per suggerire soluzioni per ridare forza all’Ente intermedio”.
RIEPILOGANDO
“Ai 5 quesiti referendari consiglio di votare SI per rivendicare sicurezza e dignità sul lavoro, tutele contro licenziamenti e precarietà; SI per ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza in Italia per ottenerne la cittadinanza (fatti salvi i requisiti attuali). Per quest'ultimo, dovesse passare il SI, a beneficiarne sarebbero oltre 2 milioni di persone (inclusi/e i figli minorenni di chi ottiene la cittadinanza). Al quesito n. 6 sulle Province, invece, voto NO. Sono per restare nel Medio Campidano”. Conclusione di Francesca: Il voto è ribellione allo stato delle cose, è costruire responsabilmente il "mondo del dopo".© Riproduzione riservata