Guspini, sfatato il mito de “Su Guspinosu”: la Fortitudo e la Don Bosco si uniscono


di Maurizio Onidi
Sfatato il mito “Su Guspinosu”, definizione del grande e indimenticabile disegnatore satirico Franco Putzolu che nella vignetta preparata per una edizione del “dicembre teatrale” degli anni ottanta, identificava lo stereotipo del guspinese, pungente, incontentabile e soprattutto poco inclusivo. Due storiche società sportive, La Fortitudo e la Don Bosco, messe da parte le rivalità sportive e di campanile, hanno deciso di fare il grande salto: fondersi. Ripercorriamo velocemente la cronistoria. La Fortitudo, nata nel 1959 come società sportiva dell’oratorio San Domenico Savio, per merito dell’instancabile pioniere Don Michele Pinna, giovane sacerdote che arriva nella” Stalingrado sarda” in piena guerra fredda, “quando i comunisti mangiavano i bambini” e a Guspini “pioveva rosso anche dal cielo”. Opera straordinaria proseguita da don Tonino Meloni, recentemente scomparso, che ha visto militare nelle sue fila quasi la totalità dei giovani guspinesi alcuni dei quali hanno calcato le scene delle serie importanti. Sono tanti i dirigenti che nel corso di sessant’anni di attività hanno collaborato in seno alla Fortitudo ma un posto di rilievo merita sicuramente Luigi Saba, il mitico presidente che per tantissimi anni ha saputo condurre la società con la barra dritta anche nei momenti più difficili, conseguendo eccellenti risultati non solo a livello regionale. La Don Bosco nasce nel 1983 come società di pallavolo grazie alla passione per questo sport dell’indimenticabile Don Petronio Floris, allora parroco della chiesa di Don Bosco, nel quartiere di “Is Boinargius”. Alcuni anni dopo vengono integrate le attività del settore calcistico ottenendo ottimi risultati nel settore giovanile prima e nelle categorie superiori successivamente grazie anche all’apporto di Marco Floris che ha diretto la società per un decennio prima di passare la mano a Carlo Giraldo. L’organigramma della nuova compagine vede Carlo Giraldo presidente, Alexandro Tuveri vice presidente, Giuseppe Ariu segretario, Sara Isu e Fabio Zechino cassieri e Mario Secci consigliere. Come nasce l’idea della fusione? «Una serie di fattori ha contribuito a far nascere il progetto di fusione» ci tiene a precisare subito Carlo Giraldo, presidente della Don Bosco «in primis certamente la passione per lo sport che mi accomuna ad Alexandro Tuveri, presidente della Fortitudo. Così lo scorso anno, al termine della stagione agonistica, più volte ci siamo confrontati sui risultati conseguiti e soprattutto sui programmi futuri alla luce del calo del numero dei ragazzi e del crescente impegno economico a carico delle società sportive». «Ci siamo resi conto che sovrapponendo le attività delle due società», puntualizza Alexandro Tuveri, «coprivamo interamente la partecipazione ai campionati di tutte le categorie con notevoli benefici non solo in termini economici visto che ambedue società, a grandi linee svolgono le medesime attività. La nuova struttura pertanto, post fusione potrà contare complessivamente su un organico di oltre duecento tesserati tra atleti e dirigenti».   «Un altro motivo che ha dato la spinta decisiva per procedere in questa direzione», riprende Giraldo, «è stato il fatto che la Don Bosco avendo vinto il campionato di seconda categoria, la prossima stagione agonistica ormai alle porte ci vedrà disputare il torneo di prima categoria, una grossa soddisfazione per i nostri ragazzi e per il paese che vedrà valorizzate le giovani leve in una categoria importante visto che fino a oggi questa possibilità è venuta meno. Senza alcun fine polemico evidenzio come nessun giovane locale, nella scorsa stagione abbia esordito nella prima squadra della società calcistica più importante di Guspini» puntualizza ancora il neo presidente della Don Bosco-Fortitudo». «Ancora su come e perché nasce l’idea della fusione», riprende Alexandro Tuveri, «le due società sono accomunate dai valori che le hanno contraddistinte e caratterizzate da sempre dalle altre società sportive. Non va dimenticato che entrambe le società sono nate dagli oratori delle rispettive parrocchie guspinesi, fattore questo determinante che ha reso più semplice la realizzazione del progetto, in continuità con i principi inderogabili e fondanti che perseguono queste istituzioni. Il vantaggio di avere una struttura sportiva come il campo San Domenico Savio è un grande aiuto. A questo proposito va precisato che la prima squadra e la Juniores giocheranno e si alleneranno in una struttura comunale mentre il settore giovanile utilizzerà il nostro impianto. Questa suddivisione consentirà un risparmio sulla gestione del campo dell’oratorio che ricade, è bene precisarlo totalmente sulla nostra società che con il suo impegno negli anni ha comunque colmato la lacuna della mancanza di strutture sportive nel nostro comune».  In perfetta sintonia con Tuveri, Giraldo che aggiunge «l’unione delle due società migliora certamente anche l’aspetto quantitativo e qualitativo della newco senza perdere di vista il concetto che sta alla base di tutto e cioè che il calcio è un gioco e come tale è sano divertimento, lontano da pericoli che è un’altra delle nostre finalità. Una nota di colore infine. Abbiamo voluto conservare le radici non solo nel nome ma anche nei colori sociali che saranno il giallo della Fortitudo e il nero della Don Bosco». «Questa nostra iniziativa», conclude Alexandro Tuveri, «speriamo possa trovare accoglimento anche in altri paesi del circondario dove operano più società sportive, tralasciando gli egoismi personali che troppo spesso provocano solo danni e inutili beghe di bottega per unire le forze e le risorse con l’unico interesse che è il bene dei giovani».

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