Alla ripresa delle attività produttive, mentre molte aziende non hanno ancora tirato su le serrande per problemi economici, ci sono impresari che si lanciano in nuove attività. È il caso di Antonino Casu, uno dei più importanti imprenditori guspinesi, che prosegue nella diversificazione delle sue attività. [caption id="attachment_71603" align="alignleft" width="381"]
Antonino Casu[/caption]
«Come ho già avuto modo di dire», dichiara Casu, «questa epidemia ha dato il colpo di grazia a tante aziende che davano già segni di sofferenza a seguito della crisi economica e finanziaria che partita nel 2009 non si era ancora completamente riassorbita dovuta al calo del lavoro sia nel settore pubblico sia privato come mi riferiscono imprenditori e commercianti con i quali in questi mesi mi sono confrontato. Le rovine provocate dall’epidemia cominciano a vedersi con aziende che non hanno la possibilità di riaprire e le conseguenti ripercussioni sui livelli occupazionali
«Per quanto riguarda la mia azienda», prosegue l’imprenditore guspinese, «che grazie al know-how nel campo dell’impiantistica elettrica è in grado di coprire a trecentosessanta gradi le esigenze del settore sia pubblico sia privato e in virtù di contratti pluriennali acquisiti nel corso degli anni, in termini di volumi non abbiamo avuto un grosso calo di lavoro anche se ovviamente proprio in queste situazioni, bisogna sempre cercare altri sbocchi sul mercato».
Da qui l’idea di ampliare le attività con l’avvio della commercializzazione del materiale per l’edilizia?
«Esattamente. Qualche tempo fa per esigenze logistiche si era resa necessaria l’acquisizione di un altro capannone, confinante con l’azienda delle vernici. Locale nel quale, con una diversa organizzazione del magazzino mi sono reso conto che si sono resi disponibili ampi spazi e liberato anche qualche risorsa umana che nel frattempo sono diventate trentotto. Ho sempre considerato i collaboratori come il bene più prezioso dell’azienda e forte di questo principio si è deciso di allestire un punto vendita di materiali per le costruzioni, con l’impiego dei dipendenti resisi disponibili. La scelta si è rivelata vincente e alla ripresa delle attività produttive, qualche risultato positivo abbiamo cominciato a vederlo».
Come si immagina il futuro dell’economia alla luce delle polemiche politiche in atto sui finanziamenti annunciati dall’Unione Europea?
«Appurato che crisi non significa opportunità, da imprenditore e non solo, auspico che la nostra classe dirigente metta da parte gli interessi e le beghe di partito per concentrarsi sulle soluzioni più idonee al rilancio dell’economia. Se da una parte Bruxelles sta fornendo “i mezzi” dall’altra è assolutamente necessario che “i manovratori” siano in grado di “guidarli” senza dimenticare che i posti di lavoro li crea l’imprenditore con l’ausilio della buona politica, come continuo a ripetere da anni».
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