Il 10 febbraio si celebra in tutta Italia il Giorno del Ricordo, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, nonché dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, tra il 1943 e il 1945, nel contesto della complessa vicenda del confine orientale. In occasione della ricorrenza, le bandiere saranno esposte a mezz’asta sugli edifici pubblici, in segno di commemorazione e rispetto, secondo le disposizioni vigenti e su richiesta della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La data del 10 febbraio richiama la firma, avvenuta nel 1947, dei trattati di pace di Parigi, che sancirono il passaggio alla Jugoslavia dell’Istria, del Quarnaro e della maggior parte della Venezia Giulia, territori che fino ad allora facevano parte dello Stato italiano. In quanto solennità civile, il Giorno del Ricordo non comporta la riduzione dell’orario di lavoro negli uffici pubblici né variazioni dell’orario scolastico e, se cade in un giorno feriale, non costituisce giornata festiva. Resta tuttavia l’obbligo dell’esposizione del tricolore sugli edifici pubblici, a testimonianza del valore istituzionale e memoriale della ricorrenza.
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