Guspini, Luciano Pittau l’ultimo erede dei raccoglitori delle monachelle sulla sabbia di Torre Grande


di Fulvio Tocco
  Per la Gazzetta del Medio Campidano mi piace raccontare una storia che riguarda la presenza delle monachelle, (Cantareus apertus -Born, 1778*), sulla sabbia di un litorale isolano che in passato veniva setacciato dai raccoglitori di “lumache” di Gonnosfanadiga. Per chi conosce la biologia della chiocciola e le difficoltà che queste incontrano per spostarsi sulla sabbia questa storia, se non fosse per la circostanziata testimonianza di Luciano Pittau di Gonnosfanadiga, ora residente nel comune di Guspini, potrebbe apparire inverosimile. Dico questo perché è risaputo che le chiocciole temono la salinità del terreno e preferiscono vivere su suoli a "ph" tendente al neutro. Per questa ragione evitano di attraversare, sostare e cibarsi sulle superfici salmastre. Poi sapendo che le chiocciole si muovono strisciando su un grande “piede” inumidito dalla bava facendo dei movimenti ondulatori, va da se che per esse attraversare un areale sabbioso è più complicato che percorrere una superficie solida argillosa o calcarea.  Ma riprendendo la questione della salinità possiamo dire che quasi tutta l'acqua presente nell'idrosfera può essere suddivisa in acqua marina con salinità relativamente costante, solitamente compresa fra 35 e 37 grammi al litro temutissima dalle chiocciole, e acqua dolce con bassissimo contenuto salino (inferiore a 0,5 grammi di sale al litro) apprezzata dalle chiocciole. L'acqua dolce deriva solitamente dall'accumulo per condensazione o brinazione sulla superficie terrestre di molecole d'acqua in forma liquida o ghiacciata provenienti dall'atmosfera. Nel sottosuolo, principalmente in vicinanza di linee di costa, si possono rinvenire falde acquifere con acqua salmastra provocata dalla contaminazione di acqua dolce sotterranea con acqua marina infiltratasi verso l'entroterra. Di conseguenza in un ambiente marino le chiocciole, di norma, non ci dovrebbero essere. Un principiante potrebbe benissimo dirci: il sale uccide davvero le chiocciole? Il sale è veramente letale per le chiocciole, con la sostanza che provoca un effetto rapido e notevole sui gasteropodi quando ne vengono a contatto. Il processo responsabile di ciò è l'osmosi, in cui la membrana altamente permeabile della pelle di una chiocciola consente all'acqua di essere estratta dal suo corpo a contatto con il sale. Questa perdita di umidità provoca la disidratazione e, infine, la morte della chiocciola. Ascoltando la testimonianza di Luciano Pittau, un esperto raccoglitore di lumache allo stato selvatico, invece, abbiamo appreso che su particolari areali marini è possibile raccogliere le Monachelle durante il letargo estivo. Questa specie, abbastanza diffusa in Sardegna, quando viene osservata al pascolo “da corritrice”, nei comuni di Gonnosfanadiga e di Guspini, è conosciuta con la denominazione di “pei de mobenti”: probabilmente in questa denominazione locale è racchiuso il mistero del sapersi spostare meglio delle altre specie di gasteropodi sulla sabbia. «Nel mese di giugno, da quando avevo 10 anni, andavo con mio nonno Efisio Mugheddu, il padre di mia madre, a raccogliere le chiocciole tappate sulla sabbia della spiaggia di Torre Grande del litorale oristanese: 3 chilometri di sabbia dorata del piccolo centro turistico, fondato da agricoltori e pescatori. Qui si erge l’omonima torre spagnola, la più grande della Sardegna, costruita fra 1542 e 1572. Successivamente, sulla medesima località, ho praticato la raccolta anche con mio padre Antonio. Questi uomini di campagna mi hanno insegnato l’arte della raccolta delle varie specie di chiocciole da gastronomia e di altri prodotti naturali della campagna come i funghi e gli asparagi. Solitamente per le chiocciole tipo Helix Aspersa (Su Boveri per i cagliaritani), è consigliabile cercare sotto le foglie delle piante di eucalipto e su altre zone semi esposte. Alle lumache piace nascondersi, ma è più probabile che tu riesca a trovarne qualcuna in zone facilmente accessibili. Grazie agli insegnamenti di mio nonno e di mio padre, e successivamente anche per l’esperienza che ho acquisito personalmente, oggi posso dire di conoscere i luoghi più adatti dove raccogliere questi prodotti naturali di alta qualità. Ma l’insegnamento della raccolta delle Monachelle sulla spiaggia di Torre Grande mi è stato utilissimo e ancora in tanti stentano a credere che in quell'areale ci siano queste chiocciole».

UNA STORIA CURIOSA

«Oggi è proprio di questa storia che ti vorrei parlare. Sulla sabbia dell'ampia spiaggia di Torre Grande si trovano le Monachelle tappate di varia grandezza e in ottima salute. Un esperto raccoglitore di chiocciole allo stato selvatico, se non ben indirizzato, mai immaginerebbe che si possono raccogliere le chiocciole sulla sabbia tra la terra ferma e il mare. Per molti ha dell’incredibile. Eppure posso dire che è vera e che sono pronto a fare le verifiche sul posto con chi si ostina a dire che sulla sabbia marina le Monachelle non si tappino. Se mi chiedi la ragione non saprei spiegartela perfettamente però ho notato che le chiocciole si trovano sepolte soprattutto nella sabbia che sta più vicina alla terra ferma e a circa 10 metri dalla battigia evidentemente a quella distanza dal mare, per varie ragioni, la salinità si attesta nelle percentuali tollerate da questi curiosi molluschi».

LA ZAPPA LARGA È LO STRUMENTO PIÙ ADATTO PER RIMUOVERE LA SABBIA

«La mattina presto, per non farmi aggredire de "su scaparroni", (insetti riconoscibili per le loro fastidiose punture sulla pelle), andavo nella località di Torre Grande munito di una zappa larga, di quelle che normalmente si usavano per la scalzatura dei vigneti, e una bisaccia per trasportare le monachelle. Fino a cinque anni fa posso assicurati che alcuni chilogrammi di chiocciole tappate le portavo a casa. Ora non frequento quella spiaggia come prima ma posso dirti che se vado domani mattina un campione di queste chiocciole lo troverò ancora a conferma di quanto ti sto riferendo».  *Cantareus apertus - Born, 1778 Classificazione delle Monachelle Classe: Gastropoda Famiglia: Helicidae Genere: Cantareus Specie:Cantareus apertus

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