Guspini, lettera al ministro della Cultura: “Salviamo il sito archeologico di Neapolis”


di Angelo Atzori
Le recenti violente piogge di quest’ultimo periodo hanno fatto riaffiorare numerose tombe della necropoli di Neapolis nel territorio di Guspini. Un gruppo di studiosi locali ha scritto al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. [caption id="attachment_80998" align="alignleft" width="257"] Mauro Serra[/caption] “Occorrono interventi urgenti per il recupero del sito, che comprendano il restauro conservativo, la manutenzione e un adeguato iter di visita - scrive Mauro Serra, autore del libro Neapolis fra storia e leggenda pubblicato dal giornale della diocesi di Ales Nuovo Cammino  - Inoltre, in considerazione dell'eccezionale interesse storico di Neapolis, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo dovrebbe predisporre di un più ampio progetto di valorizzazione, anche in vista di un futuro riconoscimento nell'ambito del patrimonio dei beni culturali italiani”. L'intento del professore di Guspini è quello di cercare di salvare la necropoli di Neapolis. “L’area Neapolitana - spiega Serra- è un territorio ricchissimo di testimonianze storiche che parte da neolitico, attraversando il periodo nuragico, romano e bizantino. Anche questo è il nostro petrolio e su questo dobbiamo puntare per rilanciare l'economia e restituire a tutti un patrimonio inestimabile”. "Premesso che - si legge nella lettera - la citta di, Neapolis situata nei pressi dello stagno di Santa Maria in provincia del Sud Sardegna, è affiancato a una necropoli di rilevante interesse che le recenti abbondanti piogge stanno facendo riaffiorare. Sebbene Neapolis debba la sua fama a luogo d’importanza economica del passato, il sito testimonia anche l'impronta del cattolicesimo Bizantino, evidente nei resti della Chiesa di epoca medioevale, dedicata a Santa Maria de Nabui”.  “A determinare tale stato - spiega Mauro Serra - è in larga parte interessato a l'azione infestante della vegetazione spontanea non arginata che va a sottoporre il sito a progressivo degrado. Nonostante i ripetuti reclami ai proprietari delle terre sui quali sorge il complesso, i reperti sono a oggi abbandonati alla mercé di rovi e sterpaglie che ne impediscono la fruibilità e la messa in sicurezza di visitatori e archeologi”. Quindi: “La necropoli, oltre all'assenza di un organizzato percorso espositivo per il pubblico, non dispone di idonee strutture di accoglienza né tantomeno di controlli da parte di personale addetto. Si chiede se il ministro dei beni culturali intenda assumere impegni di natura economica al fine di garantire interventi urgenti per il recupero del sito in questione, che comprendano il restauro conservativo, la manutenzione e un adeguato iter di visita”. Infine: “Se in considerazione dell'eccezionale interesse storico di Neapolis, il ministro dei Beni culturali ritenga necessario predisporre di un più ampio progetto di valorizzazione, anche in vista di un futuro riconoscimento nell'ambito del patrimonio dei beni culturali italiani”. Insomma, l'appello di Mauro Serra a Dario Franceschini è  quello di “Salviamo il sito archeologico di Neapolis”.

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