Guspini, l’associazione “Sa Mena” compie vent’anni


di Maurizio Onidi
«Ricorre quest’anno il ventennale della costituzione dell’associazione “Sa Mena”», dichiara il presidente “storico” Ugo Atzori. «Come certifica il verbale di costituzione», precisa il presidente, «essa nasce “in Guspini presso i locali della casa del Minatore, siti in Via Garibaldi n°16, si sono riuniti il giorno 21/09/2000 per costituire un’associazione culturale e ricreativa senza fini di lucro denominata “Sa Mena” i seguenti cittadini italiani: Ugo Atzori, Salvatore Congiu Bruno Murgia, Egidio Cocco, Mario Uccheddu, Ivo Paschino, Elio Ruggeri, Mario Garau, Ferdinando Sanna». Eleggono Ugo Atzori presidente, Salvatore Congiu vice presidente, Bruno Murgia segretario ed Egidio Cocco cassiere. «Nasce molto in ritardo», aggiunge Ugo Atzori, «rispetto alla chiusura effettiva delle miniere di Montevecchio, avvenuta nel 1991 a seguito dell’accordo con Azienda, Regione e sindacati a conclusione dello sciopero che vide i minatori occupare pozzo Amsicora dal 21 aprile al 18 maggio. Un giorno triste non solo per i 70 minatori che perdevano il posto di lavoro ma anche per tutta la comunità della zona che per secoli aveva prosperato e vissuto grazie alle miniere». Quali obiettivi si prefigge l’associazione?  «Oltre ad aggregare soci lavoratori e lavoratrici delle miniere di Montevecchio, Ingurtosu e altre, si propone di promuovere iniziative di ricerca, di divulgazione e di salvaguardia della cultura mineraria. Organizzare manifestazioni, convegni e mostre che consentano la divulgazione delle conoscenze, la tutela del patrimonio storico, archeologico, ambientale. Diventa fondamentale a questo punto mantenere viva la memoria della storia delle miniere e di coloro che in essa hanno prestato la loro opera, in alcuni casi anche a costo della vita». Compleanno senza candeline? «Per questa occasione avevamo intenzione di fare altre cose ma la pandemia ci ha costretto a rivedere il tutto, abbiamo comunque voluto ugualmente celebrare la Giornata del minatore per dare ai soci ma anche al territorio un segnale di continuità e di speranza che tutto vada bene e che si possa tornare presto a una vita normale».

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