di Walter Tocco
È stato un weekend all’insegna della solidarietà, quello promosso dall’Associazione Cattolica Ragazzi di Guspini, sabato 30 aprile e domenica Primo Maggio scorsi, in collaborazione con Telethon.
Il festoso banchetto allestito dall’Acr in Piazza XX Settembre, è stata un’occasione importante per sensibilizzare la popolazione sul tema della ricerca per la cura delle malattie genetiche rare, e per distribuire i “Cuori di Biscotto”, i saporiti biscotti, nati dalla collaborazione tra la Fondazione Telethon e la storica pasticceria genovese Grondona, che ha realizzato i biscotti con materie prime di qualità, seguendo ricette originali e gustose. Proposti in eleganti scatole di latta, decorate in tre diversi colori, e abbellite da un’illustrazione fresca e allegra - un arcobaleno che unisce le scatole a formare un quadro unico, proprio per simboleggiare ogni singolo gesto di solidarietà che sostiene la ricerca - , i “Cuori di Biscotto” sono stati offerti ai tanti guspinesi che hanno affollato la piazza durante il weekend per sostenere l’iniziativa e contribuire alla importante raccolta di donazioni da destinare alla ricerca sulle malattie rare.
Un tema caro alla Fondazione Telethon, la nota organizzazione senza scopo di lucro riconosciuta dal Ministero dell'università e della ricerca Scientifica e Tecnologica, da anni ormai impegnata nelle attività di promozione e sostegno della ricerca scientifica. Un tema che non poteva lasciare insensibili le ragazze e i ragazzi dell’ACR che con entusiasmo hanno aderito e promosso l’iniziativa a Guspini. Spiega Enrico Porcu, coordinatore dell’Acr di Guspini: «L'esperienza di volontariato per Telethon è iniziata con un SI, detto con entusiasmo alle comunicazioni dell'Azione Cattolica di qualche anno fa, che ci chiedevano di renderci partecipi e protagonisti di un progetto importante, rivolto a chi ha bisogno di una speranza per la propria vita e per la vita dei propri cari», prosegue Porcu, «Questa esperienza ci lascia la forza delle persone che si dedicano agli altri con amore gratuito e l'entusiasmo dei nostri ragazzi e delle famiglie che collaborano per dare concretezza al lavoro delle persone che si impegnano quotidianamente per chi soffre e non ha cura, né sollievo per la propria malattia».
Si è trattato anche di un’occasione per trasformare la solidarietà in un momento di aggregazione e partecipazione: «I rapporti umani si amplificano, le persone ci ringraziano per quello che facciamo, per noi non è una fatica, ma i "grazie" sorprendono dal primo all'ultimo, come sorprendono le confidenze di alcune persone che si avvicinano al banchetto per donare quel poco che hanno e per regalarci le confidenze di un caro che sta male e grazie a Telethon può sperare». «L’iniziativa», prosegue Porcu, «ha coinvolto i ragazzi più grandi della nostra AC parrocchiale, ragazzi carichi di entusiasmo, che hanno bisogno di gesti concreti, e di sentirsi protagonisti”. E continua: “I ragazzi attendono con ansia ogni appuntamento e sono sempre di più, ogni volta dobbiamo utilizzare le casacche conservate dalle edizioni precedenti, perché quelle che arrivano non bastano, le ultime vendite abbiamo dovuto fare anche i turni». Grande entusiasmo e partecipazione sono arrivati anche dai più giovani, i cui occhi brillavano di soddisfazione e gioia nel vedere tante persone avvicinarsi al loro banchetto. Spiega Francesco, giovanissimo dell’Acr: «L’iniziativa sta andando benissimo e a noi piace fare solidarietà e stare tutti insieme qui in Piazza». Continua Diego: «In tanti hanno chiesto i Cuori di Biscotto e ne abbiamo distribuito tantissimi». Sofia, una giovanissima dell’Acr, mentre propone i “Cuori di Biscotto”, osserva che: «Mi sento bene a fare del bene per gli altri, e spero ci siano anche altre occasioni in futuro». Viola, anche lei giovanissima, non si tira indietro e fa notare che: «È molto bello, stare tutti insieme, divertendosi, e allo stesso tempo potere aiutare tanti bambini e ragazzi meno fortunati di noi e contribuire a dare loro una speranza». Chiosa, ancora Porcu, mentre osserva che le ragazze e i ragazzi dell’Acr per primi hanno colto il significato di questa manifestazione di solidarietà: «È assodato che fare del bene, che i gesti di carità non possono che non dare frutto e ancora di più pensiamo che far crescere i ragazzi con dei valori saldi, sia un gesto d'amore verso noi stessi e verso il nostro futuro».
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