Guspini, Laser Informatica per semplificare il lavoro delle aziende


di Maurizio Onidi
La classe imprenditoriale guspinese si contraddistingue per conoscenza e competenza anche nel campo del terziario, in particolare nei “servizi avanzati” di questo settore. Affermati professionisti, molti dei quali si sono formati oltre il Tirreno, che nel corso degli anni hanno “accompagnato” le attività produttive non solo locali, creando opportunità di lavoro e contribuendo allo sviluppo dell’economia reale della cittadina. Un caso fra tanti è rappresentato da Sergio Virdis, titolare della “Laser informatica”, società specializzata nel settore dell’assistenza tecnica, della sicurezza informatica oltre al commercio e riparazione che da diversi anni opera nel settore e al quale chiediamo come è nata questa passione per l’informatica. «Da sempre affascinato dalla scienza e dalla tecnologia, la passione per l’informatica nasce dalla lettura del libro “Wargames-Giochi di guerra” che mi ha introdotto sull’argomento, allora futuristico, che con l’informatica si poteva gestire qualsiasi cosa. Nato in una famiglia, da generazioni nel campo dell’edilizia, il mio futuro si sarebbe dovuto indirizzare in quel settore, con soddisfazione dei miei genitori che avrebbero visto in me il geometra o l’ingegnere che continuasse questa vocazione di famiglia. Ho invece scelto un’altra strada conseguendo il diploma di perito informatico a Oristano. Ho proseguito gli studi di ingegneria che mi pagavo con dei lavori saltuari di tutti i tipi, da manovale a cameriere a operaio». «Abbandonai gli studi attratto da una proposta di lavoro allettante come informatico in una società del gruppo Saras», sottolinea Sergio Virdis, «Per me non era un’attività conciliabile con il mio modo di intendere il lavoro, mi sembrava riduttivo stare in una sola azienda, decisi quindi di mettermi in proprio e fare il consulente informatico. Nel corso degli anni ho avuto modo di lavorare con molte aziende di diversi settori e questo per me è fonte di grande arricchimento. Lavorare nelle aziende, per le aziende, analizzare e risolvere le problematiche, ma anche progettare nuovi processi produttivi che richiedono sempre più competenze. Nel 2006 nasce la Laser Informatica che mette a disposizione quelle specifiche competenze di cui l’utenza necessita grazie a un team di professionisti con esperienze maturate in aziende informatiche nelle quali hanno acquisito e potenziato le proprie conoscenze e capacità tecniche operative». [caption id="attachment_87761" align="alignleft" width="767"] Sergio Virdis[/caption] La sua azienda informatica, punto di riferimento nella zona, ha creato opportunità di lavoro anche per altri esperti, di quante persone è composto il suo team? «Il team comprende Laura e Ugo Atzeni. La prima, analista programmatore Web Master, si occupa della parte software, siti internet, software personalizzati, software Microsoft e tanto altro ancora». «Ho conosciuto Sergio nel 2000», quando abbiamo collaborato alla realizzazione di un progetto multimediale a carattere nazionale», dichiara Laura Atzeni, «Da allora abbiamo lavorato sempre insieme collaborando per dieci anni, lavorando in proprio per aziende sarde e della penisola e infine nella Laser Informatica dove sono stata assunta nel 2016. Abbiamo competenze diverse ma complementari. Quello che ci accomuna è la grande passione per questo mondo che ci pone sempre davanti nuovi scenari». «C'è sempre da imparare, da esplorare», aggiunge Laura, «La mia esperienza lavorativa mi ha portato a seguire con più attenzione il web, la grafica web e i software di maggiore utilizzo. Nel nostro gruppo vengo considerata quella più creativa e mentre loro applicano metodi, formule e procedure io mi perdo dietro scenari, colori e immagini con un occhio di riguardo verso le nuove piattaforme per il commercio elettronico, i social, lo Smart working e le presentazioni. Sviluppo inoltre applicazioni con l’obiettivo di semplificare il lavoro alle aziende. Con Sergio si lavora bene, è sempre stato disponibile al confronto e cosa che non guasta mai sempre pronto a sdrammatizzare, scherzare e sorridere». L'altro componente della squadra è Ugo Atzeni, sistemista di reti e tecnico hardware e software. «Lavoro con Sergio dal 2015, anche se ho collaborato con lui diversi anni prima. Sono responsabile tecnico della Laser Informatica», puntualizza Ugo Atzeni, «Ho cominciato a lavorare come tecnico dal 1995 a Cagliari con la Tac Snc che mi ha permesso di crescere e di frequentare corsi di specializzazione tra cui quelli Microsoft per la gestione Server e Cisco e zyxel per quanto riguarda le reti e Hikvision e Axis per la videosorveglianza. Erano gli anni dell'informatizzazione delle aziende, quando ancora le problematiche non venivano risolte con l'aiuto della grande informazione e la possibilità di confronto portato dal web. Allora si doveva lavorare in modo più "pratico", i corsi erano tenuti in presenza quasi sempre fuori Sardegna e dovevi frequentarli per poter acquisire quelle nozioni che ti avrebbero consentito di trovare le soluzioni idonee a risolvere i problemi che di volta in volta venivano richiesti dai clienti. Era un continuo aggiornamento. Oggi la maggior parte dei problemi sono sui sistemi, si riesce a intervenire anche da remoto, sono cambiate tante cose. Se allora dovevi programmare con solo tastiera e codice oggi i sistemi operativi sono avanzatissimi. Qui in azienda l'ambiente è sereno, ho un ottimo rapporto con Sergio e Laura e questo crea un bel gruppo che ci permette di realizzare gli obiettivi che ci proponiamo in minor tempo».  L'informatica ha una evoluzione molto veloce, come fate a stare al passo con le innovazioni? «Competenza, passione e creatività, tre parole che condensano la professionalità mia e dei miei colleghi», precisa il titolare della Laser Informatica, «Non voglio essere presuntuoso affermando ciò. Senza competenza non si possono trovare le soluzioni. Le capacità e il know-how non si inventano da un giorno all’altro. Con la passione e la creatività riesce a stare al passo con l'evoluzione del sistema. Se ti limiti alle competenze acquisite fino al giorno prima, ti escludi automaticamente dal comparto». La pandemia come ha impattato nella sua attività? «Il nostro fatturato per il 70/80 % è legato all’assistenza e vendita alle aziende che a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia hanno subito un forte calo del volume d'affari che si è riflettuto di conseguenza anche sui nostri volumi per circa il 30%, in parte abbiamo recuperato con le assistenze ai privati, principalmente studenti e insegnanti per l'adozione della ‘didattica a distanza’». Da esperto conoscitore dei punti di forza ma anche delle debolezze del settore, che consigli si sente di dare ai genitori e ai ragazzi di fronte ai potenziali pericoli della rete? «Per dare risposta a questa domanda mi servirebbero pagine intere, in quanto i pericoli sono veramente tanti, dal cyberbullismo al phishing, truffe online, virus e malware. Oggi tutto passa attraverso internet, qualsiasi curiosità si risolve chiedendo a siri alexa o Google, ti serve una ricetta, un consiglio su come piantare un seme di mango, o una indicazione per pulire la macchia di sugo dalla maglietta del bambino. Puoi cercare un auto nuova o le scarpe che non trovi dal negozio sotto casa. Il problema è che tutte queste ricerche ci stanno tracciando, stanno creando un profilo sulla nostre informazioni personali, la tua età dove abiti i tuoi acquisti. Attraverso i social diffondiamo inoltre le nostre foto e quelle dei nostri cari. In questo modo ogni volta che ci riconnettiamo alla rete ci verrà proposta la pubblicità sui prodotti legati al nostro profilo indirizzandoci nelle scelte di acquisto. Questo accade anche per i nostri figli, quindi chiunque può sapere tutto su di loro. Questo agevola il grooming (adescamento di un minore in Internet) I bambini danno l’amicizia nelle piattaforme online a persone che non conoscono e interagiscono con utenti sconosciuti, rispondendo ai loro commenti e ai loro messaggi. È difficile accorgersi che un figlio è stato adescato perché chi lo fa è abile e preparato. Si nascondono dietro profili costruiti appositamente per non destare alcun sospetto. Sono spesso mascherati da coetanei in grado di parlare il loro linguaggio, di giocare bene ai videogiochi e di interagire con loro. Il fatto che sappiano usare uno smartphone e tutte le sue applicazioni, non significa che abbiano la consapevolezza di ciò che fanno e che soprattutto siano pronti per un corretto utilizzo».

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