di Mauro Serra
Nel pomeriggio di ieri 9 maggio, una violenta grandinata si è abbattuta sul centro abitato di Guspini e sulle campagne. Sa riu de sa mena (il rio della miniera), in località sa Tressa, ha straripato allagando le campagne circostanti. Il corso del rio è tristemente conosciuto perché vi affluiscono le acque del lavaggio del minerale della miniera di Montevecchio. La lavorazione dei metalli prevedeva l'uso di sostanze altamente inquinanti come acidi, in particolare cianuro e mercurio. Oggi le zone circostanti le miniere sono luoghi desolati e aridi, dove non cresce vegetazione e gli animali non possono pascolare. Tuttora le falde acquifere vengono inquinate dagli acidi e dalle polveri presenti nel territorio, specialmente con le violente piogge come quella di ieri 9 maggio.
A sa Tressa, in particolare d’estate, le rocce affioranti, sbiancate dagli acidi utilizzati per la raffinazione del minerale, rendono il posto surreale e staccato dall’ambiente. Ancora oggi le vicine campagne, conosciute con il toponimo Sa Tribuna, presentano le tracce dell’inquinamento. Nel sito non cresce l’erba, il caratteristico color marrone della terra, con una strana grana grossa, rende il luogo irreale. Tempo fa si pensò di avviare una bonifica dei luoghi impiantando seminazioni di canapa, in qualche sito ci fu anche la sperimentazione, ma i risultati non sono mai stati resi noti
Anche dal sito de su Montixeddu, che è stato letteralmente lavato dalla violenta grandinata, sono scese copiose acque e fango. Dopo il violento acquazzone, le acque si sono riversate nelle campagne circostanti, utilizzando una miriade di rii che confluiscono nel fiume san Giovanni, e da qui al mare.
Osservando scorrere le acque nel rio de Sa mena, chiunque è portato a chiedersi se le sostanze nocive dei minerali confluiscono nello stagno di San Giovanni.
Sarebbero necessarie le bonifiche dell’area mineraria di Montevecchio, sempre promesse ma mai realizzate.
Osservando da vicino il sistema dei canali realizzato a protezione del paese per raccogliere e deviare le acque piovane si possono notare come siano “otturati” in parte dalla vegetazione, ma per la stragrande maggioranza dei tratti dai rifiuti! Si, dai rifiuti, sono delle vere e proprie discariche: pneumatici, buste, elettrodomestici dismessi, addirittura carcasse d’automobili. Questi rifiuti sicuramente da soli non ci sono arrivati, ma sono stati abbandonati da tante persone maleducate, incivili e irrispettose degli altri e dell’altrui sicurezza. Il paradosso è che i pneumatici ce li ritirano nel momento stesso che compriamo il nuovo, gli ingombranti e il secco ce lo ritirano a domicilio. Perché gettarli nei campi e nei canali?
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