Guspini, la famiglia Manca, tre generazioni di commercianti di scarpe


di Maurizio Onidi
Commercianti si nasce o si diventa? È una domanda che certamente si sono posti da sempre i capi azienda visto gli ingenti capitali che vengono investiti per la formazione degli addetti alla rete commerciale. Le università di tutto il mondo offrono una vasta scelta di corsi indirizzati a questo settore, colonna portante del sistema economico che con l'avvento del processo d'acquisto on-line in evoluzione ha necessità di continui aggiornamenti. Giornate passate in aule di formazione ad ascoltare docenti di comunicazione e psicologi per acquisire nozioni sulle tecniche di vendita, sulla gestione delle emozioni e tanto altro ancora, fanno parte del bagaglio di esperienze personali vissute nell'ambito lavorativo, finalizzate a "vendere". A questa categoria si contrappone quella dei talenti naturali, meno preparati scientificamente certamente ma che hanno questa dote innata e che come si usa ancora dire sarebbero in grado di vendere i frigoriferi agli eschimesi. Chiunque di noi, nella propri realtà ha avuto modo di verificare l'autenticità di questa affermazione. Nell'ex centro minerario operano terza e quarte generazioni di commercianti che sono entrate a pieno titolo nella storia della cittadina. È il caso della famiglia Manca, da sempre "scarpai" come racconta Giuseppe "Peppe" Manca, un arzillo "giovanotto" quasi ottantenne dalla battuta facile, simpatica e sempre pronta, tipica degli ambulanti. [caption id="attachment_83983" align="alignleft" width="284"] Mario Manca[/caption] «Giuseppe Manca mio nonno paterno era sarto e per arrotondare faceva il pane in casa e lo vendeva. Ha avuto sei figli, Edeorato, emigrato in America, Raimondo Giuseppe falegname, Regina, Luigina, Salvatore falegname e mio padre Mario che nel 1938 sposa mia madre Adalgisa Sanna. Dalla loro unione nascono Elio nel 1940, io nel 1942, Anna Maria nel 1944 e Bianca Paola nel 1950. Mio padre nel 1958 a Montevecchio apre una barberia nella quale vende anche prodotti per la barba. Contemporaneamente comincia a portare nel suo negozio altri prodotti fra i quali le prime scarpe da tennis di tela, bleu per maschietti e bianche per le femminucce. Siamo [caption id="attachment_83985" align="alignleft" width="282"] Adalgisa Sanna[/caption] in pieno boom economico e a Guspini, grazie anche alle miniere il commercio è fiorente. Ricordo che quando frequentavo le elementari, durante le vacanze estive andavo a Montevecchio dove, a fianco del negozio di mio padre c'era un sarto. Cominciai a frequentare quel laboratorio e rimasi molto affascinato da come quel signore realizzasse giacche e pantaloni. Mi appassionai talmente tanto che al termine delle elementari alla fatidica domanda dei genitori su cosa avessi voluto fare, non ebbi alcun dubbio, voglio fare il sarto e in attesa di diventare apprendista sarto per qualche tempo feci da guida a Peppino Cocco, un commerciante cieco che accompagnato da una guida girava per il paese con un carretto annunciando a cantilena i suoi prodotti “Lucido, lame e sapone e pettini, occhiali,  occhialini, forbici e temperini, maglie e mutande per uomo e per bambino, e “articoli in gomma”. Iniziai nella sartoria prima a Guspini e poi a 16 anni in una famosa sartoria di Cagliari fino alla chiamata per il servizio militare. Lasciata Montevecchio nel 1959, i miei genitori decisero di aprire una rivendita di scarpe nella loro abitazione in via Santa Maria, di fronte alla omonima chiesa e contemporaneamente iniziano a fare il commercio ambulante al quale collaboravo anch’io a tempo perso. Il primo mercato che fecero era ad Arbus dove andarono con la “corriera” portando una scatola con dentro 20 paia di scarpe. Le cose cominciavano a girare per il verso giusto e per andare nei paesi a fare il mercato acquistarono un’auto Fiat 110 E da un impiegato di Ingurtosu. Io intanto nel 1963, dopo aver assolto l’obbligo di leva al rientro a Guspini decisi di entrare nel mondo del commercio delle scarpe aprendo un mio negozio. In quel periodo i miei “concorrenti” erano Alfonso e Mario Tuveri, Pietrina Steri, Mainardi, Doro Vaccargiu, Giuseppino Cocco. Nel 1966 mi sono sposato con Lina Atzeni dalla nostra unione sono nati Luca e Marcello e l’anno successivo ho lasciato il negozio di Via Santa Maria a Elio per aprirne uno in Via Santa Maria 88. Qualche anno dopo mia sorella Anna Maria apre un negozio di scarpe a Villacidro. Intanto Paola nel 1968, acquisisce la licenza dei genitori che chiudono l’attività e apre il negozio in Via S. Maria. A questo punto, grazie agli insegnamenti dei nostri genitori, due ottimi maestri, tutti i componenti della famiglia Manca sono nel commercio delle calzature.  A continuare questa tradizione contribuisce mio figlio Marcello che nel 1990 comincia l’attività di commercio delle scarpe in Viale Di Vittorio per trasferirsi successivamente in viale della Libertà». Dopo una vita passata a contatto con la gente ha qualche aneddoto da raccontare? «Ne avrei tanti, alcuni dei quali anche simpatici ma non basterebbero le pagine del giornale a raccoglierle tutte, mi limiterò invece a raccontare il mio ultimo giorno da ambulante. Avevo affisso un cartello di ringraziamento che diceva “Ringraziando la popolazione guspinese e dintorni rammento che chi calza Manca mai si stanca e chi Manca calzerà mai si stancherà”. Avevo messo sul banco, a prezzo stracciato, tutte le scarpe che avevo in magazzino e alla mia bancarella si era creata una enorme assembramento, molti per salutarmi e tanti altri per approfittare delle occasioni. A un certo punto si è avvicinata per pagare, una signora con un paio di scarpe in mano. Conoscevo molto bene questa “non cliente” perché spesso e volentieri veniva solo ed esclusivamente per farmi perdere tempo e la pazienza ma educatamente non avevo mai risposto. L’ultimo giorno di lavoro mi sono voluto togliere un macigno dalla scarpa così quando ha tirato fuori i soldi dal portafoglio per pagare le scarpe le dissi senza alcuna remora che per lei scarpe non ne avevo. Una rivalsa per tutto quello che nel corso degli anni ho dovuto subire da parte di questa persona». Nel 2000 Peppe ha smesso le due attività sia quella di ambulante che il negozio. Anche Elio dopo qualche anno ha cessato l’attività mentre le due sorelle Anna Maria e Paola sono tutt’ora in attività.

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