Guspini, Istituto Volta: tutti contro la soppressione del corso di tecnico dei servizi socio sanitari


di Renato Sechi
 I genitori degli alunni frequentanti la classe prima del corso per il conseguimento del Diploma in Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Alessandro Volta” di Guspini sono sul piede di guerra. Il motivo? È a rischio il futuro di questo corso di studi: «Vorremmo coinvolgere le Istituzioni preposte e tutta la popolazione del territorio - scrivono le mamme e i papà -  per scongiurare un’incresciosa situazione che riguarda il futuro scolastico dei nostri figli. L’indirizzo professionale dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale nel Medio Campidano è attivo esclusivamente nel ‘Volta’ di Guspini, mentre le scuole più vicine che assicurano il medesimo indirizzo sono quelle di Senorbì e Oristano. In questa scuola i nostri figli hanno trovato una seconda famiglia: la competenza, l’umanità, la professionalità, l’ascolto, e qui, noi genitori, seppure per un tempo breve, li abbiamo visti crescere e maturare serenamente». I genitori hanno ricevuto una comunicazione formale della dirigente scolastica che scriveva testualmente: «Si fa seguito alla segnalazione, seppur non ufficiale, giunta in data odierna a questa scuola dall’Ufficio scolastico provinciale per comunicare, mio malgrado, che nel prossimo anno scolastico 2020/2021 dato il numero ridotto di alunni (pari a nove) non verrà attivata la classe seconda dell’indirizzo TSS (Tecnici dei Servizi socio sanitari)». Nella medesima nota si invitava, inoltre, ad effettuare una nuova iscrizione presso altro Istituto proponendo come possibile alternativa l’iscrizione alla classe seconda nell’Istituto Alberghiero di Arbus presso cui verranno attivate due seconde classi. «Potete immaginare», rimarcano i genitori, «il nostro stupore e la nostra amarezza! Un fulmine a ciel sereno, per noi e per i nostri ragazzi. Non vi sarà difficile immaginare quale reazione abbia provocato questa notizia soprattutto in questo momento difficile per tutti e in particolare per gli adolescenti già messi a dura prova dall’incertezza del futuro e dall’isolamento sociale che impedisce loro di confrontarsi con i loro coetanei e con i docenti. L’effetto è stato devastante perché insieme a loro, anche noi adulti ci sentiamo ingannati, traditi, abbandonati dall’istituzione alla quale con fiducia abbiamo affidato l’istruzione e la formazione dei nostri figli. Perché avviare un corso dalla prima classe avendo già in mente di chiuderla l’anno successivo? Come si possono trattare gli alunni come fossero pacchi postali da spostare da una scuola all’altra? È normale pensare che coloro che hanno scelto l’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale perché desiderano dedicare la loro vita alla cura delle persone (anziani, minori, disabili), possano per un mero risparmio economico dello Stato e dei suoi funzionari, improvvisamente cambiare il loro progetto di vita per studiare da chef o da commis di sala? Che senso ha spendere tanti soldi in progetti per contrastare la dispersione scolastica se, per prima la scuola allontana da sé, e definitivamente, i propri alunni? Alle domande che i nostri ragazzi ci pongono non sappiamo dare risposte. Lanciamo un appello al direttore dell’ufficio scolastico regionale, provinciale, ai sindaci e agli assessori del territorio per accogliere questa nostra richiesta di aiuto che viene dal   territorio col triste primato dell’abbandono scolastico e della povertà». [caption id="attachment_68735" align="alignleft" width="289"] Laura Caddeo[/caption] Sulla questione è intervenuta come prima firmataria di una mozione la consigliera regionale di Sardara Laura Caddeo, insieme ad altri sette onorevoli: «È alquanto discutibile la decisione di avviare un corso dalla prima classe senza vere la certezza del proseguimento degli studi per gli anni successivi. Inoltre agli alunni in questione verrebbe di fatto negato il diritto allo studio e alla realizzazione delle proprie aspirazioni, costringendoli a scegliere scuole o indirizzi che diventerebbero un ripiego rispetto alle scelte iniziali. Chiediamo al presidente della Regione e all’assessore alla pubblica istruzione di intervenire con tutte le competenze e gli strumenti disponibili affinché l’ufficio scolastico provinciale e quello regionale possano annullare la decisione attivando la classe seconda dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale” di Guspini». In prima linea il combattivo sindacalista della Flc Cgil Gianni Spiga: «Combatteremo con tutte le nostre forze per evitare la soppressione di questo indirizzo di studi. Siamo nel territorio più povero d’Italia con la dispersione scolastico che sfiora il 50 per cento. È ora di finirla con questi scippi, siamo pronti a combattere questa battaglia al fianco dei nostri studenti e delle loro famiglie».

© Riproduzione riservata