Calato il sipario sulla 37^ edizione del dicembre teatrale guspinese, rassegna regionale di teatro in lingua sarda, organizzata dalla compagnia “Filodrammatica Guspinese”, a fare il bilancio della manifestazione è Maria Lucia Serpi, delegata da Angelo Lisci, presidente dell’associazione organizzatrice, infortunatosi nel corso di un allestimento delle scenografie che gli hanno impedito di prendere parte attivamente alla rassegna che vedeva in cartellone sei compagnie teatrali (uno spettacolo annullato e uno posticipato) e lo °spettacolo della Filodrammatica Guspinese Ragazzi, fuori concorso, al quale hanno partecipato nove giovani attori e attrici, cinque dei quali Su bandidori Mattia Boi, su presentadori Lorenzo Cadau, su babbu Emanuele Tuveri, Fisiedhu su fillu Gioele Tuveri, sa jana manna Nuria Barajas Fernandez) erano debuttanti. Gli altri quattro: Letizia Muntoni sa mamma, Margherita Muntoni che hanno interpretato sa filla Lillica e Fichidedha sa valleta, Viola Urracci e Federica Vaccargiu che hanno fatto is janas pitias, avevano recitato altre volte. [caption id="attachment_145943" align="aligncenter" width="760"]
Amelia Piras[/caption]
Purtroppo, dal punto di vista organizzativo, la rassegna è stata “molto sofferta”. Ci sono stati diversi problemi da affrontare e risolvere velocemente. L’annullamento di uno spettacolo per il lutto nella Compagnia, problemi di salute di alcuni attori delle Compagnie partecipanti», dichiara Maria Lucia Serpi.
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Logo dicembre teatrale[/caption]
«Già dal primo giorno, forse perché si aveva sentore che il Dicembre Teatrale non nasceva sotto una buona stella, è stato chiesto al numeroso pubblico presente in sala se avesse piacere di venire informato delle attività della Compagnia e così si è venuto a formare il gruppo whatsapp “Amici della Filodrammatica”. Provvidenziale! Due spettacoli rivolti alle scuole primarie l’11 dicembre messi in scena dalla Filodrammatica Guspinese Ragazzi “Fisiedhu e Lillica”, testo scritto da me mentre la regia è stata condivisa con Anna Pusceddu, figura importante all’interno della nostra compagnia. Il testo “cucito sui ragazzi, sulla base delle loro potenzialità, delle loro caratteristiche” è un atto unico, rigorosamente in lingua sarda ed è frutto anche di una ricerca di vocaboli che sono oramai in disuso nell’attuale parlato quotidiano. Soddisfatte del lavoro realizzato dai ragazzi che hanno avuto un vivo apprezzamento anche da parte del pubblico delle scuole. Relativamente allo spettacolo dei ragazzi soprattutto nel corso delle prove abbiamo constatato, rispetto ad alcuni anni fa, delle difficoltà fonetiche. La lingua sarda è parlata sempre meno in ambito familiare e i ragazzi non comprendono che la pronuncia dei suoni è importante, che una vocale aperta o chiusa può anche rendere diverso il significato di una parola» sottolinea Maria Lucia Serpi.
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Piero Pala[/caption]
Maria Lucia Serpi e Anna Pusceddu concordano sulle difficoltà della dizione da parte delle ragazze e ragazzi nei confronti dei vocaboli in lingua sarda: «Sulla lingua lavoriamo molto. Curiamo molto la pronuncia anche se stiamo riscontrando molte difficoltà perché il modo di parlare in italiano odierno si discosta da quello di tre-quattro anni fa. Hanno le vocali molto aperte per cui molti vocaboli facciamo fatica a farglieli ripetere nel modo corretto, come richiede la lingua sarda. Oltre a lavorare sull’insegnamento della recitazione, lavoriamo sull’insegnamento della lingua sarda e sulla dizione».
«In conclusione, possiamo dire che siamo molto soddisfatti per la grande partecipazione di pubblico e per il consistente numero di abbonati che cresce di anno in anno e ai quali abbiamo affidato il delicato compito di votare, esprimere la propria valutazione in merito alla miglior opera, miglior attrice e miglior attore. A questo proposito il premio per la miglior opera è andato a “Fortzis seu fiuda” di Giuseppe Cireddu, portata in scena dal Gruppo Teatrale Gonnesino. Il premio miglior attrice è stato assegnato ad Amelia Piras, che ha interpretato Maria Pubusa nella commedia “Par condicio - ogu po ogu” dell’Associazione Teatrale Arriora di Riola Sardo. Infine, il premio miglior attore se lo è aggiudicato Piero Pala che ha interpretato Pissente nella commedia “Su bighinadu de tiu Pissente” della Compagnia Teatrale “Elighelandeteatro” di Scano Montiferro.
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Lillica e Fisiedhu[/caption]
L’appuntamento alla prossima edizione e “Che Dio ce la mandi buona e senza vento” è l’augurio di Maria Lucia Serpi.
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