Guspini e le bellezze delle sue montagne


di Maurizio Onidi
Arrivando a Guspini, le montagne Santa Margherita e "Su Montisceddu" che sovrastano la cittadina sembrano volerla proteggere e tenerla fra le loro braccia. I due polmoni verdi che nel bene e nel male raccontano la storia dell'ex centro minerario e che nel corso degli anni hanno subito anche i danni e le conseguenze dell'incuria e della malvagità dell'essere umano. Fattori che più volte hanno messo in serio pericolo, principalmente a causa degli incendi, non solo l'integrità, la bellezza e la vitale funzione di questi boschi ma anche la sopravvivenza della flora e della fauna che in essi risiedono. Facendo i dovuti scongiuri e toccando ferro e legno, ultimamente, il mancato verificarsi di tali eventi, ha consentito che la natura riprendesse il suo naturale sviluppo restituendoci questi due paradisi che meritano di essere salvaguardati e "goduti". Tra non molto la primavera, con i suoi profumi e i suoi colori tornerà a rendere più gradevoli le nostre giornate, con tanta fiducia anche sul fronte epidemiologico per consentirci di poter uscire di casa in sicurezza e poter fare delle salutari passeggiate, linfa per il corpo e per lo spirito. Anche le due montagne guspinesi, con i loro sentieri e tesori nascosti si prestano benissimo per questo tipo di attività anche senza essere degli sportivi, basta munirsi di scarpe comode, voglia di camminare e si parte. Uno dei percorsi più semplici ma non per questo meno interessante è quello che partendo da via Del Monte, attraversando "Su Montisceddu", su una strada sterrata molto larga e comoda raggiunge passo "Genn'e Frongia" e rientra a Guspini percorrendo "Su mori de Lutziferu". Nel compiere questo percorso, nella fase di salita, lasciata alle spalle "la casa della guardia", dopo circa due chilometrici e mezzo troviamo una biforcazione che a sinistra continua per "Genn'e Frongia" mentre a destra porta sul versante Montevecchio con lo scenario straordinario di Monte Maiori e Arcuentu. Seguendo la strada che tende a fondovalle, immersi nel verde, dopo meno di un chilometro, in zona "Serb'e figu" troviamo "Sa galleria", dove c'è una sorgente e una accogliente "area attrezzata" per pic nic, frutto del lavoro di un gruppo di volontari guspinesi fra i quali Guido Atzori, recentemente scomparso, al quale auspichiamo venga dedicata. Risalendo torniamo alla biforcazione e prendendo la strada che porta verso Arbus, tra i profumi dei pini e delle mimose che in questo periodo cominciano a colorare di giallo il percorso, dopo circa un chilometro scarso non passa inosservato a bordo strada un enorme masso in granito che delimita il territorio tra i comuni di Guspini e Arbus. Camminando a passo tranquillo, dopo circa un'ora e un quarto e sette chilometri di marcia ci ritroviamo ad attraversare "Passo Genn'e Frongia" da quale si può ammirare uno straordinario panorama di Guspini e dell'immensa distesa del Campidano, con vista, nelle belle giornate anche delle montagne del nuorese. Imboccando la prima strada a sinistra si scollina verso Guspini attraverso "Monte S. Margherita", dopo aver percorso circa settecento metri de "Su mori de Lutziferu", prima della struttura in cemento dell'acquedotto, un sentiero sulla sinistra ci porta alla scoperta de "Sa mitza de Lutziferu". Una fonte ricca di leggende dalla quale ancora oggi sgorga un'acqua buonissima. Si riprende il cammino e percorso un tratto di sentiero scosceso ci ritroviamo d'avanti allo storico acquedotto di Guspini. Il nostro viaggio termina qui dopo aver camminato per circa due ore e percorso circa nove chilometri, un po' stanchi ma molto felici certamente soprattutto da parte di coloro che lo faranno per la prima volta. È solo uno dei tanti percorsi che le nostre due montagne ci offrono. Sarebbe molto utile e interessante se ci fossero delle proposte da parte dei lettori per segnalarci degli itinerari interessanti anche sul monte Santa Margherita. Le pagine del nostro giornale sono a disposizione. Dimenticavo: rispettare la natura non è un invito è una necessità e un obbligo nei confronti di chi verrà dopo di noi.

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