Guspini: continua la deposizione di fiori sotto la lapide dei caduti di tutte le guerre, da parte dei parenti


La lapide non è solo un monumento: è un ponte tra passato e presente, un invito a non dimenticare, a custodire la pace come il più prezioso dei doni.


Era il 4 novembre dello scorso anno, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, quando, alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, associazioni d’arma, studenti delle scuole di ogni ordine e grado e di un folto pubblico avveniva la scopertura della lapide contenente duecentocinquanta nomi di guspinesi caduti di tutte le guerre, da parte del sindaco Giuseppe De Fanti. Frutto dell’impegno di Francesca Tuveri, assessora alla cultura e del prezioso lavoro di ricerca effettuato dal prof. Lorenzo Di Biase, dal Cav. Giovanni Fenu e del giornalista Maurizio Onidi, la cerimonia di svelamento della lapide collocata nell’ingresso storico del cimitero dell’ex centro minerario ha rappresentato un momento particolarmente emozionante per tutti i presenti. Ebbene, da quel giorno sono già diversi gli attestati di apprezzamento da parte della cittadinanza per l’iniziativa. Continua, infatti, “il pellegrinaggio” da parte dei parenti dei caduti con la deposizione di fiori e corone. Dopo la deposizione di una corona di garofani rossi, simbolo di memoria per le giovani vite spezzate e della libertà negata., da parte dei nipoti dei caduti Evaristo Cadoni, deceduto  nella Prima guerra mondiale, Egidio Garau, disperso in Russia e Livio Ruggeri, morto nella Seconda guerra mondiale a soli 20 anni, alcuni giorni fa sono stati i parenti del soldato Salvatore Cocco, a ricordarlo con una composizione floreale, in occasione del 108º anniversario della scomparsa del loro congiunto.

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